Natale, il Papa: "La salvezza? Passa dallʼaccoglienza"

papa francesco benedizione messa di natale

Nella benedizione Urbi et Orbi di oggi Papa Francesco è tornato su un tema a lui caro, quello dell'accoglienza. Dopo aver invitato ogni cristiano alla condivisione nell'omelia della notte di Natale, Francesco stamane, durante la messa, ha ripreso il tema della fratellanza e dell'accoglienza, valori universali e distintivi del cattolicesimo, oggi troppo spesso messi in discussione quando non proprio negati.

"Siamo tutti fratelli" ha detto il Pontefice nel giorno di Natale aggiungendo che "questa verità sta alla base della visione cristiana". La salvezza per chi è cristiano passa proprio "attraverso l'amore, l'accoglienza, il rispetto per questa nostra povera umanità che tutti condividiamo in una grande varietà di etnie, di lingue, di culture". Il pensiero del Papa è rivolto in questo giorno alle martoriate terre mediorientali di Palestina, Siria e Yemen, al continente africano e alle altre aree del mondo interessate da guerre, crisi e carestie.

Per la Terra Santa la speranza è che "i legami di fraternità che ci uniscono come esseri umani" permettano "di riprendere il dialogo e di intraprendere un cammino di pace che ponga fine a un conflitto che da più di 70 anni lacera la Terra scelta dal Signore per mostrare il suo volto d'amore". Per "l'amata Siria" dilaniata dalla guerra civile il Papa chiede alla comunità internazionale di adoperarsi "decisamente per una soluzione politica che accantoni le divisioni e gli interessi di parte".

In riferimento allo Yemen Francesco si augura che "la tregua possa finalmente portare sollievo ai tanti bambini e alle popolazioni stremate dalla guerra e dalla carestia". Il Papa ha poi parlato dell'Africa "dove milioni di persone sono rifugiate o sfollate e necessitano di assistenza umanitaria e di sicurezza alimentare".

Il Santo Padre non ha dimenticato le altre zone calde del pianeta: dall'Ucraina (nel Donbass si combatte ancora, nel silenzio generale) alla Penisola coreana, dal Venezuela al Nicaragua, paesi in cui la situazione politica ed economica ha messo alle corde la popolazione. Il messaggio finale del Papa è insieme di speranza e di augurio affinché "il bambino piccolo e infreddolito che contempliamo oggi nella mangiatoia protegga tutti i bambini della terra e ogni persona fragile, indifesa e scartata".

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