Manovra, le opposizioni chiedono audizioni in Commissione e pensano di rivolgersi a Mattarella

I tempi si allungano in Commissione Bilancio.

Renato Brunetta audizioni su manovra e ricorso a Mattarella

Le opposizioni danno battaglia sulla manovra finanziaria del governo Conte in Commissione Bilancio alla Camera. Oggi PD e Forza Italia hanno chiesto di svolgere delle audizioni, in particolare con il ministro Giovanni Tria, con l'Ufficio parlamentare di Bilancio (UpB), con l'Agenzia del Demanio e con il direttore generale del Ministero dell'Economia e delle Finanze, Alessandro Rivera. Il presidente della Commissione Claudio Borghi ha già fissato per le 15 l'audizione dell'UpB dopo la conferenza dei capigruppo.

Nel frattempo il PD ha confermato il ricorso alla Corte Costituzionale, che sarà depositato domani 28 dicembre 2018, perché la legge di Bilancio al Senato è stata "approvata fuori dall'ordinario percorso parlamentare", violando la Costituzione con le modalità usate e che si stanno ripetendo anche alla Camera. Renato Brunetta di Forza Italia, su questo argomento, ha detto che sarebbe "meglio qualche giorno di esercizio provvisorio che aspettare il giudizio della Consulta e rischiare di dover intervenire dopo". Sempre Brunetta ha spiegato che ci sono degli "enormi errori nelle coperture che emergono di ora in ora".

Inoltre, PD e Forza Italia, starebbero pensando di rivolgersi al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a nome di tutte le opposizioni, anche se per ora su questo punto hanno specificato che non è stata ancora presa alcuna decisione ufficiale.

Legge di Bilancio 2019: terza lettura alla Camera


Manovra alla Camera

La Legge di Bilancio 2019 torna da oggi alla Camera dei Deputati, in terza lettura. Ci sarà prima l'esame in Commissione Bilancio, poi, da domani, la discussione in Aula in modo da arrivare al voto entro sabato 29 dicembre.

Oggetto del contendere oggi saranno le modifiche che sono state approvate in Senato, con tanto di voto di fiducia, ossia il maxiemendamento del Governo 1.9000 che è scaturito dalle trattative con l'Unione Europea. Anche alla Camera il governo chiederà la fiducia, anche perché i tempi devono essere accelerati per non finire nell'esercizio provvisorio.

Ricordiamo che tra le misure più importanti e attese previste dalla manovra ci sono il reddito di cittadinanza, quota 100 per le pensioni, l'aumento delle pensioni minime e di quelle di invalidità, il taglio delle tariffe Inail, l'estensione del regime forfettario fino a 65mila euro.

Sia Salvini sia Di Maio hanno confermato che entro marzo partiranno sia il reddito di cittadinanza sia quota 100, per i quali a breve saranno approvati dal governo gli appositi decreti, già nei primi giorni di gennaio, ma sempre a gennaio sono previste anche le proteste contro la manovra, in particolare quelle dei sindacati, che hanno già annunciato la loro mobilitazione.

Una prima mobilitazione ci sarà già sabato, proprio davanti alla Camera, e sarà guidata dal PD. È stato uno dei candidati alla segreteria del partito, Maurizio Martina, ad annunciare le proteste del 29 dicembre a Montecitorio, cui se ne aggiungeranno altre, in tutte le piazze italiane, il 12 gennaio.

Intanto, tra le misure della manovra spiccano quelle che prevedono una nuova struttura per la progettazione di beni e di edifici pubblici, una struttura per la quale sono previste circa 300 assunzioni a tempo determinato a partire dal 2019. Tra le novità sono da annoverare anche i biglietti nominativi per i grandi concerti musicali, gli sconti per i giovani che prendono la patente per guidare Tir, la riduzione della dispersione idrica, per la quale saranno stanziati un miliardo di euro in dieci anni. C'è inoltre nel provvedimento una norma sull'assicurazione per infortuni delle casalinghe.

Foto © Camera dei Deputati

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