Calabria: si aggrava la posizione del governatore Oliverio (PD)

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Si aggrava la posizione del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, finito al centro dell’inchiesta "Lande desolate". L’agenzia Ansa riferisce che la Procura di Catanzaro ha emesso nei confronti dell’esponente del Partito Democratico calabrese un avviso di garanzia in cui viene ipotizzata a suo carico l’accusa di corruzione. Il 17 dicembre scorso, nell’ambito della stessa inchiesta, era stato emesso nei confronti di Oliverio un obbligo di dimora con l’accusa di abuso d’ufficio per alcuni appalti gestiti dalla Regione Calabria.

Sul Fatto Quotidiano, invece, si legge che la possibilità che le accuse nei confronti di Oliverio potessero aggravarsi si era già palesato nelle parole del gip Pietro Carè nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari. Solo oggi, però, gli aggiunti Vincenzo Capomolla e Vincenzo Luberto e il pm Alessandro Prontera hanno dato seguito alle prime accuse emettendo anche un avviso di garanzia per corruzione.

L’inchiesta avviata dalla Dda di Catanzaro verte sugli appalti per la realizzazione di due opere pubbliche, ovvero la sciovia di Lorica e dell’aviosuperficie di Scalea, i cui appalti sono stati affidati entrambi all’impresa “Barbieri srl”, il cui titolare, ritenuto vicino alla cosca di ‘ndrangheta dei Muto di Cetraro era finito in manette lo scorso 17 dicembre. In tutto, gli indagati sono 16, tra cui il dirigente del dipartimento Programmazione nazionale e comunitaria della Regione Calabria, Luigi Zinno (arresti domiciliari), e la responsabile del Settore di coordinamento e sorveglianza dei fondi comunitari, Paola Rizzo (sospesa). Nonostante le dimissioni siano invocate da più parti, però, Oliverio non ha alcuna intenzione di lasciare la carica di governatore.

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