Amos Oz è morto: addio allo scrittore israeliano

Il saluto del Capo dello Stato israeliano Reuven Rivlin.

Lo scrittore israeliano Amos Oz è morto all'età di 79 anni a causa del cancro. I media locali hanno diffuso la notizia riprendendo un tweet della figlia Fania, che ha scritto:

"Il mio amato padre è spirato a causa di un tumore, poco fa, dopo un rapido deterioramento, nel sonno ed in pace, circondato dalle persone che lo amavano. Rispettate la nostra privacy. Non potrò rispondervi. Grazie a tutti quanti lo hanno amato"

Subito è arrivato un messaggio di cordoglio da parte del Capo dello Stato israeliano Reuven Rivlin, che ha detto:

"Una storia di amore e di luce, adesso grandi tenebre. Una immensa tristezza cala su di noi con l'inizio del riposo sabbatico. Un gigante della scrittura. Splendore fra i nostri autori. Un gigante dello spirito. Riposa in pace, caro Amos. Ci sei stato una cara compagnia"

Nel messaggio di Rivlin c'è un chiaro riferimento a "Una storia di amore e di tenebra", il capolavoro di Oz del 2002, portato sul grande schermo da Natalie Portman nel 2014.

La vita di Amos Os

Amos Oz era nato il 4 maggio 1939 a Gerusalemme, città in cui ha ambientato gran parte delle sue opere. Il suo vero cognome era Klausner. Figlio di immigrati sionisti dell'Europa Orientale, ha respirato cultura fin dalla nascita, visto che il padre era bibliotecario e scrittore e il prozio Joseph Klausner era docente di letteratura ebraica presso l'Università Ebraica di Gerusalemme.

La madre Fania si suicidò a causa di una grave depressione quando lui aveva solo 12 anni. Anche se la sua famiglia non era religiosa, Amos Oz frequentò la scuola religiosa Tachkemoni, poi la scuola superiore ebraica di Rehavia e studiò filosofia e letteratura ebraica all'Università Ebraica di Gerusalemme.

A 15 anni andò a vivere nel kibbutz di Hulda e fu adottato dalla famiglia Huldai, il cui figlio Ron è oggi sindaco di Tel Aviv. È stato proprio lì che ha assunto come cognome la parola "Oz", che significa "Forza". Restò nel kibbutz fino al 1986 quando, insieme con la moglie NIly, si trasferì ad Arad a causa dell'asma del figlio Daniel.

Amos Oz ha prestato il servizio militare nelle Forze di Difesa Israeliane, arruolato nell'unità di fanteria Nahal. Ha combattuto la Guerra dei sei giorni del 1967 e la Guerra del Kippur del 1973. Ha cominciato a pubblicare libri a 22 anni di età. Sua figlia Fania Oz-Salzberger è docente di storia all'Università di Haifa.

Sono innumerevoli i premi che ha ricevuto durante la sua lunga carriera, un po' in tutto il mondo, inclusa l'Italia dove ha ottenuto il Premio letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel 2012 per "Il monte del cattivo consiglio" e il Premio Internazionale Primo Levi a Genova. Ha anche ricevuto una laurea honoris causa dall'Università Statale di Milano nel gennaio del 2016.

Le opere di Amos Oz


Amos Oz vita e opere

Amos Oz è stato scrittore, saggista e giornalista. Ha scritto libri in ebraico di narrativa e centinaia tra saggi e articoli. I suoi brillanti lavori sono stati tradotti in più di trenta lingue. L'opera più nota è "Una storia di amore e di tenebra" del 2002, in cui ha raccontato la sua infanzia, l'adolescenza, le ripercussioni sulla sua vita del suicidio della madre, la nascita di Israele.

Molto noto è anche il saggio del 2004 "Contro il fanatismo", in cui ha spiegato che il conflitto Israelo-palestinese non è una guerra di religione, né di culture, ma una controversia possessoria che può risolversi solo con un compromesso doloroso e non con una maggiore comprensione.

Tra gli altri suoi scritti più noti troviamo "Michael mio" del 1968, "Il monte del cattivo consiglio" del 1976, "Una pace perfetta" del 1982, "Scene dalla vita di un villaggio" del 2010. Poi ancora, tra le opere di narrativa secondarie ci sono "Terre dello sciacallo" del 1965, "Altrove, forse" del 1966, "Davanti alla morte" del 1971, "Toccare l'acqua, toccare vento" del 1973, "Suomchi" del 1978, "La scatola nera" del 1987, "Conoscere una donna" del 1989, "Fima" del 1991, "Non dire notte" del 1994, "Una pantera in cantina" del 1995, "Lo stesso mare" del 1999, "D'un tratto nel folto del bosco" del 2005, "La vita fa rima con la morte" del 2008, "Tra amici" del 2012, "Giuda" del 2014. Tanti anche i saggi, da "In terra di Israele" del 1983 a "Paradiso adesso: 24 ore nella testa di un kamikaze" del 2005 e il già citato "Contro il fanatismo".

Amos Oz e la sua posizione sul conflitto arabo-israeliano


Amos Oz e la sua posizione politica

Per quanto riguarda il conflitto arabo-israeliano, Amos Oz è stato uno dei principali sostenitori della "soluzione dei due Stati", ossia della creazione di due Stati separati nella parte occidentale della Palestina storica, uno ebraico e l'altro arabo, come scrisse in un articolo del 1967 pubblicato sul giornale laburista "Davar" intitolato "Terra dei nostri Padri".

Secondo Amos Oz, che era tra i fondatori del movimento progressista pacifista "Peace Now", non ci si doveva opporre alla costruzione di una barriera di separazione tra Israele e Palestina, ma riteneva che il tracciato dovesse essere più o meno quello della Linea Verde che esisteva prima del 1967.

Oz è stato sostenitore degli Accordi di Oslo del 1993, ossia la Dichiarazione dei Principi riguardanti progetti di auto-governo ad interim o Dichiarazione di Principi, e delle trattative con l'OLP, l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina.

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