Ipotesi rimpasto di governo: via Toninelli per far spazio a Di Battista?

rimpasto di governo rischia Toninelli

Per un ministro che assicura che non si dimetterà, Giovanni Tria, ce n'è un altro fortemente in bilico, e a rischio rimpasto. È il titolare del ministero delle Infrastrutture e dei Traporti Danilo Toninelli, esponente del M5s (che ora sembra pronto a scaricarlo prima delle elezioni europee di primavera).

Il suo posto verrebbe preso, secondo rumors di Palazzo, dall'attuale ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro che a sua volta lascerebbe la poltrona ad Alessandro Di Battista, rientrato qualche giorno fa dagli Stati Uniti con l'intenzione di rilanciare il MoVimento che vede troppo schiacciato sulle posizioni della Lega.

Toninelli, famoso per le sue gaffe e attaccato da più parti per l'immobilismo sulla questione Tav, è consapevole di rischiare la poltrona "perché do fastidio" dice oggi in una intervista concessa a La Stampa.

Toninelli punta il dito su Autostrade per l'Italia "il peggio di questo Paese" replicando alle critiche per aver escluso il gruppo dalla ricostruzione del Ponte Morandi di Genova. Il ministro assicura poi che non ci saranno aumenti dei pedaggi sulla rete autostradale e promette una parola definitiva sulla Tav entro maggio, rinviando ancora la questione di altri cinque mesi.

Sull'ipotesi di sue dimissioni spontanee il ministro spiega: "Quel che conta nella vita è imparare dai propri errori. Non ho nulla di cui pentirmi, perché ciò che faccio è nell'interesse esclusivo degli italiani. Ho fatto qualche gaffe? Forse. Ma sapete che dico? Meglio fare gaffe che intascare mazzette" si difende il ministro.

Tria: mai pensato a dimissioni

La Repubblica ha invece intervistato il ministro dell'Economia Giovanni Tria che smentisce "nel modo più assoluto" sue dimissioni dal governo: "ho letto che è stato scritto, ma è una cosa che non esiste. Ma poi, spiegatemi perché dovrei andarmene proprio adesso?".

Il ragionamento di Tria apparentemente fila: "Se avessi voluto dimettermi, se avessi voluto lasciare tutto, l'avrei fatto la sera in cui hanno annunciato il deficit al 2,4%. Lì sì che c'era un motivo". Quindi, ha aggiunto: "se è vero che sono il vincitore morale, a maggior ragione continuo a fare il ministro".

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