Venezia, sì alla tassa di sbarco: fino a 10 euro per entrare in città

Venezia

La manovra economica del governo gialloverde è diventata legge oggi, 30 dicembre 2018, e tra le tantissime norme passate ce n'è anche una che riguarda i turisti o chiunque, in futuro, vorrà recarsi a Venezia: la tassa di sbarco.

La nuova tassa, accolta con grande soddisfazione dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, andrà a sostituire l'attuale tassa di soggiorno - già presente in moltissime città italiane, pagata da chi pernotta in città - e interesserà, in modo ancora da definire, tutte le persone che arriveranno a Venezia con un qualsiasi vettore, dall'automobile al traghetto, passando per aereo o nave.

Brugnano ha già anticipato che si sta prontamente studiando un regolamento equilibrato che non andrà a gravare su chi vive, studia o lavora a Venezia, ma che punterà invece ai turisti. La nuova tassa potrà andare dai 2,5 euro ai 5 euro al giorno a seconda della stagione, ma potrà toccare anche i 10 euro in momenti particolari, come illustrato nella manovra che richiama il DECRETO-LEGGE 31 maggio 2010, in cui veniva proprio esplicitata la cifra massima per quello che veniva chiamato "contributo di soggiorno":

Il comune di Venezia è autorizzato ad applicare, per l’accesso, con qualsiasi vettore, alla Città antica e alle altre isole minori della laguna, il contributo di cui all’articolo 4, comma 3-bis, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n.23, alternativamente all’imposta di soggiorno di cui al comma 1 del medesimo articolo, entrambi fino all’importo massimo di cui all’articolo 14, comma 16, lettera e),del decreto-legge 31 maggio 2010, n.78, convertito, con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n.122.

I turisti non saranno chiamati a pagare direttamente la tassa, ma questa - come accade già per altre città italiane - dovrebbe essere inclusa nei biglietti delle compagnie aeree o navali e saranno poi versate al Comune di Venezia dalle singole aziende.

Foto | iStock

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