Berlusconi e Fini contro Anno zero di Santoro: qual è la vera indecenza?

"Una televisione pubblica non può comportarsi così". Alla fine è arrivata la polemica su Anno Zero, quando sale le tensione puntualmente esplode, lanciata per l'ennesima volta da Berlusconi e Fini. Chiede giustamente oggi Emma Bonino, non una fan del programma, "Cosa si contesta a Santoro?". E aggiunge: "La liberta' di espressione ha un limite solo, quella della menzogna".

E' proprio questo il problema del premier e dei suoi fedeli politici e seguaci: dà fastidio tutto ciò che contrasta o rovina l'immagine del premier tra la gente, del governo efficiente che aiuta i terremotati, dell'immagine di una Protezione Civile perfetta. Non le menzogne di Anno zero, che "sbadatamente" non vengono mai indicate da coloro che accusano e insultano la trasmissione.

Premesso, e lo ripetiamo per l'ennesima volta, che non si è mai visto un premier che continua ad attaccare programmi di informazione che non gli vanno a genio, un governo realmente democratico dovrebbe avere la capacità di rispondere a delle critiche, anzi, dovrebbe farne tesoro per migliorare.

Quando dall'estero scrivono dell'ombra del fascismo sull'Italia, parlano anche di questo. Un paese in cui si percepisce sempre meno una vera libertà d'informazione, dove emerge il fastidio per la critica, un paese dove la politica e il potere dispongono a piacimento dei mezzi di comunicazione, che usano per dare la propria immagine distorta del paese.

La "Shock economy"di Naomi Klein illustra come il potere durante fatti di grande sconvolgimento ne approfitti per cambiare radicalmente le regole del gioco. Prossima mossa, la stretta finale sulla televisione pubblica?

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