Camera: chi sono i deputati che hanno cambiato gruppo parlamentare finora

Il caso più noto è quello di Matteo Dall'Osso, passato dal M5S a Forza Italia.

Deputati che hanno cambiato gruppo parlamentare

Se consideriamo che nella scorsa legislatura, secondo i dati di OpenParlamento, a Montecitorio si registrarono ben 566 casi di deputati che cambiarono gruppo parlamentare, con una media di 9,58 cambi al mese (con 357 parlamentari coinvolti), nell'attuale legislatura sembra tutta un'altra storia, almeno finora. Merito anche del nuovo regolamento, approvato alla fine della passata legislatura (a settembre 2017), che impedisce di formare nuovi gruppi parlamentari, diversi da quelli delle forze politiche che si sono presentate alle elezioni.

In questa legislatura, peraltro, è stata fatta un'eccezione: i deputati di Liberi e Uguali, che sono 14, non raggiungendo il numero di 20 richiesto per creare un gruppo parlamentare, erano confluiti nel gruppo misto, ma l'Ufficio di Presidenza di Montecitorio ha dato il via libera unanime alla costituzione in deroga del gruppo parlamentare di LeU. Sono dunque 14 i deputati che sono passati dal gruppo misto al gruppo LeU, ma non si può considerare un vero e proprio cambio di casacca.

Chi invece ha effettivamente cambiato la casacca è Matteo Dall'Osso, che è stato infatti il caso più clamoroso di cambio di partito e ha fatto parecchio discutere: stiamo parlando del deputato eletto tra le fila del M5S, che, dopo essersi visto bocciare gli emendamenti sui disabili (lui stesso è affetto da sclerosi multipla), ha deciso di passare a Forza Italia. Ricordiamo che il M5S ha perso anche il deputato Andrea Mura, il velista che è stato espulso per le assenze e poi si è definitivamente dimesso.

Il "saldo" di Forza Italia è di +1 deputato, ma non solo per Dall'Osso. Infatti gli azzurri hanno guadagnato anche un altro membro del proprio gruppo parlamentare a Montecitorio: si tratta di Enrico Costa, che è stato ministro e viceministro nei governi del PD di Renzi e Gentiloni, ma a marzo 018 è stato rieletto deputato con Noi con l'Italia, che fa parte della coalizione di centro-destra ma, essendo un gruppo poco numeroso, fa parte del gruppo misto. Costa, poco dopo le elezioni, ossia il 19 aprile, ha abbandonato Noi con l'Italia ed è entrato in Forza Italia.

Sempre Forza Italia ha però perso un deputato, anche parecchio illustre, sebbene politicamente sia più che altro una "macchietta" e goda di poca credibilità: stiamo parlando di Vittorio Sgarbi, che il 4 ottobre ha lasciato gli azzurri ed è passato al gruppo misto in polemica con Silvio Berlusconi che ha annullato la propria visita a Sutri, comune di cui Sgarbi è sindaco. Il fondatore di Forza Italia avrebbe dovuto inaugurare una via dedicata a Erasmo da Rotterdam e una targa dedicata a Sergio Marchionne. Sgarbi gli aveva anche preparato una sorpresa: un giardino da intitolare a Rosa Berlusconi, madre di Silvio, ma Silvio non si è presentato ed è saltato tutto. Per ripicca (dunque per un motivo che non ha nulla a che fare con la politica che si fa a Montecitorio) Sgarbi ha abbandonato il gruppo di Forza Italia ed è andato nel gruppo misto.

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