Taglio stipendi parlamentari, Salvini stoppa Di Maio: "abbiamo altre priorità"

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Il taglio degli stipendi dei parlamentari è l’oggetto del botta e risposta di inizio anno tra i due vicepremier. Dopo l’incontro tra Luigi di Maio e Alessandro Di Battista e il video messaggio di auguri dei due esponenti del M5s agli italiani, messaggio in cui si è parlato degli obiettivi del MoVimento per il 2019, tra cui il taglio degli stipendi dei parlamentari, Matteo Salvini gela l’alleato.

"Giusto tagliare sprechi e spese inutili, è nel contratto di governo e lo faremo. Ma per la Lega le priorità degli italiani sono cose anche più concrete: avanti con il taglio delle tasse, estensione della Flat Tax e della pace fiscale, taglio della burocrazia e revisione del Codice degli Appalti, cancellazione definitiva della legge Fornero, approvazione dell'Autonomia e finalmente una legge nuova che garantisca il diritto alla legittima difesa" ha detto il ministro dell'Interno.

Sulle autonomie è invece il M55 a frenare. Di Maio e Di Battista, con gli occhi evidentemente puntati alle elezioni europee, nel loro video messaggio dalle piste da sci di Moena hanno rilanciato alcuni temi e valori simbolo del MoVimento: "Vi abbiamo promesso che vi regaleremo una bella legge che taglia gli stipendi a tutti parlamentari della Repubblica, ma dovremo fare tante altre cose sull'ambiente, tante cose sulla politica estera, tante cose che nei prossimi mesi faremo insieme, perché è sempre un percorso partecipato".

Espulsioni senatori M5s: è fronda. Maggioranza si assottiglia

Tutto questo mentre al Senato le espulsioni dei senatori pentastellati dissidenti Gregorio De Falco e Saverio De Bonis hanno fatto salire il malcontento in parte della pattuglia parlamentare grillina ma anche tra la base a giudicare dai commenti critici sul Blog delle Stelle.

Si parla di una fronda di 30-40 parlamentari, tra deputati e senatori. Ma soprattutto le espulsioni dei due senatori dissidenti assottigliano i numeri della maggioranza a Palazzo Madama: sono 165 i voti di Lega e M5s ad oggi, quando il quorum è fissato a 161. Ricordiamo il decreto immigrazione e sicurezza è passato con 163 sì.

E in casa 5 Stelle pendono ancora le potenziali espulsioni di altre due senatrici, Elena Fattori e Paola Nugnes, da tempo in rotta con lo Stato maggiore del partito. "Oggi la cosa che posso augurarmi per il 2019 è di fare le cose che vi piacciono, fate sempre le cose che vi rendono felici… Fare le cose che ci piacciono è alla base di qualsiasi cosa" ha aggiunto Di Maio a corredo del suo discorso di buon anno. Salvini permettendo.

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