Sicurezza, Di Maio e Salvini: "Sindaci dissidenti? Solo uno spot elettorale della sinistra"

Il ministro dell'Interno continua a ripetere che "per certi sindaci la pacchia è finita".

Di Maio e Salvini contro i sindaci dissidenti

Anche oggi si torna sul caso della protesta di alcuni sindaci contro il Decreto Sicurezza di Matteo Salvini, che è diventato legge a dicembre, ma che i primi cittadini di area centro-sinistra non vogliono applicare.

Oggi il ministro dell'Interno, che già ieri aveva dedicato una diretta Facebook a questo argomento, è tornato sul tema e su Twitter ha scritto:

"Col Pd caos e clandestini, con la Lega ordine e rispetto. Certi sindaci rimpiangono i bei tempi andati sull'immigrazione, ma anche per loro è finita la pacchia!"

Sostanzialmente lo stesso concetto espresso ieri, ma questa volta detto, o meglio scritto, in modo più sintetico. Ma oggi anche l'altro vicepremier del governo Conte, Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, ha voluto dire la sua sulla protesta dei sindaci.

Di Maio, che oggi è ad Alleghe, in Veneto, in uno dei luoghi colpiti dall'alluvione nei mesi scorsi, ha detto:

"Solo campagna elettorale da parte di sindaci che si devono sentire un po' di sinistra facendo un po' di rumore. Ma se vuoi sentirti di sinistra metti mano ai diritti sociali di questo Paese, quelli che la sinistra ha distrutto in questi anni. Pensate come stanno messi male"

Intanto Leoluca Orlando, da cui è partita la protesta, ha confermato di aver disposto la sospensione del Decreto a Palermo e di aver dato incarico all'ufficio legale di adire il giudice e ha spiegato, da un punto di vista giuridico:

"Io vado dal magistrato perché non posso andare alla Corte Costituzionale per violazione dei diritti umani e per violazione di articoli specifici della Costituzione. Occorre sollevare la questione incidentalmente in un giudizio"

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