Dl Sicurezza, Orlando insiste: "Andrò dal giudice civile"

Il Sindaco di Palermo non molla sul Dl Sicurezza

Leoluca Orlando ha ribadito oggi per quale motivo è pronto a non applicare una parte del Dl Sicurezza firmato dal Ministro Salvini. Il Sindaco di Palermo ravvisa dei tratti di incostituzionalità e teme gli effetti perversi della norma, che ha cancellato il permesso di soggiorno per motivi umanitari ignorando l'utilità pratica dello strumento relativamente alla gestione ed il controllo del territorio.

La questione è spinosa, ma allo stesso tempo molto semplice da comprendere. I permessi di soggiorno per motivi umanitari non rappresentavano una soluzione definitiva per il problema dell'immigrazione, ma permettevano alle autorità locali di avere un quadro della situazione per quanto riguarda il proprio territorio. Cancellare lo strumento non farà scomparire come d'incanto tutti i clandestini, anche e soprattutto perché non esistono accordi per i rimpatri. Tutti resteranno esattamente dove sono, ma diventeranno a tutti gli effetti dei fantasmi.

Grazie al permesso di soggiorno per motivi umanitari queste persone erano schedate ed erano tenute a comunicare una residenza. Ed è proprio su questo punto che batte Orlando: "Io ho fatto un atto istituzionale, da Sindaco, perché ritengo che questo decreto, per alcune sue parti, riguarda competenze esclusivamente comunali - come quelle di natura anagrafica - e realizza una violazione dei diritti umani. Da questo punto di vista è disumano e criminogeno, perché produce crimine; trasforma chi legalmente sta in Italia in un illegale, privandolo di una residenza anagrafica che costituisce un punto di riferimento anche per i controlli di polizia, quindi sotto il punto di vista della sicurezza". Inoltre: "Chi aveva un rapporto di lavoro, regolare con il quale pagava le imposte e i contributi, e contribuiva all'economia del Paese, quando viene licenziato rischia di trovarsi in mezzo alla strada senza poter avere neanche una residenza anagrafica".

"Questo provvedimento serve sostanzialmente a trasformare in illegali quelli che sono legali. E a consegnarli evidentemente alla disperazione, alle bande organizzate, alla criminalità diffusa. Ecco, questo è veramente contro il diritto alla sicurezza. In un Paese democratico, lo vorrei ricordare al Ministro Salvini, la sicurezza si garantisce rispettando i diritti delle persone, non emarginando".

In ragione di queste considerazioni, Orlando auspica l'intervento della Corte Costituzionale. I Sindaci non possono richiedere direttamente l'intervento della Consulta, motivo per il quale Orlando si rivolgerà ad un giudice civile: "Io vado davanti al giudice civile perché non posso andare direttamente alla Corte costituzionale. Un sindaco che può fare? Solleva la questione in un processo e, quindi, io andrò davanti al giudice dei diritti della sezione civile e chiederò un'azione sulla conformità della norma. Se si ritiene che la questione non sia manifestamente infondata e rilevante ai fini della decisione della causa, invito a rimettere gli atti alla Corte costituzionale".

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