Giulia Bongiorno (Lega) ai sindaci: "Il Decreto Sicurezza fa chiarezza, non è un optional, va applicato"

"Con il Decreto Salvini sono state tracciate linee chiare su quello che si può fare e ciò che non si può fare".

Giulia Bongiorno su scontro Sindaci-Salvini

La ministra della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno oggi è stata ospite di RaiNews 24 e ha parlato dello scontro tra il ministro dell'Interno Matteo Salvini e alcuni sindaci sull'applicazione del Decreto Sicurezza, che è già diventato legge. La ministra, che è anche avvocato, ha spiegato:

"Non esiste uno scontro tra il ministro e tutti i sindaci, la maggior parte di loro la stanno applicando, alcuni l'hanno criticata, alcuni non vogliono applicarla. Voglio ricordare a tutti il grande caos che c'è stato in questi anni in Italia. Questa legge fa chiarezza, non è un optional, va applicata. È grave che la disapplicazione venga richiesta da alcuni sindaci. Io critico a 360° chi disapplica. Poi chi vuole discuterla, può farlo. Ma deve essere chiara una cosa: questa è una legge che tutela in materia più ampia proprio i profughi. Non c'è più equiparazione tra clandestino e regolare. Non può esserci nessuna incostituzionale. Non c'è alcun tipo di violazione. Non c'è uno scontro tra cattivi e buoni, c'è uno scontro tra una legge che crea chiarezza e chi vuole il caos"

Poi ha aggiunto:

"In questi anni c'è stato un certo lassismo, forse in parte anche voluto, nella gestione del fenomeno migratorio. Finalmente con il Decreto Salvini sono state tracciate linee chiare su quello che si può fare e ciò che non si può fare. I sindaci facciano i sindaci, a loro non compete la gestione dei porti, che dipende dai ministri dei Trasporti e dell'Interno. Le regole non sono disumane, tutelano chi è in regola. Finalmente stiamo facendo questa distinzione e va assolutamente garantita"

Le è stato chiesto anche un parere su un altro tema caldo di questi giorni, quello della partita di Supercoppa Italiana tra Juventus e Milan che si giocherà a Gedda, in Arabia Saudita, dove ci sono settori dello Stadio destinati agli uomini, mentre le donne possono entrare solo in quelli destinati alle famiglie. La ministra ha risposto:

"Penso che dobbiamo stare molto attenti a non derubricare questi fenomeni e pensare che essendo solo una partita di calcio si possa trascurare il problema. Dalle discriminazioni piccole e grandi scaturisce la violenza. Io sono veramente convinta che sia stato un errore, non bisogna accettare queste discriminazioni, chi le accetta è complice"

Un altro tema è quello della legittima difesa, sul quale Bongiorno ha detto:

"Spero che entro febbraio ci sia l'approvazione: deve essere chiaro che tra aggredito e aggressore c'è differenza, per ora sono sullo stesso piano. L'aggredito può reagire se c'è pericolo per la sua persona, senza finire sul banco degli imputati. Legittima qualsiasi reazione in stato di ansia o di paura"

Le è stato chiesto anche se è preoccupata per la tenuta numerica della maggioranza, soprattutto al al Senato, dopo le espulsioni avvenute in seno al MoVimento 5 Stelle:

"Abbiamo affrontato una serie di provvedimenti anche divisivi, che potevano suscitare problematiche di questo genere e abbiamo sempre ottenuto una maggioranza solida, non credo che possano esserci problemi. Il gruppo Lega è sempre molto compatto, ma credo che anche i nostri alleati lo siano"

Per quanto riguarda il settore di sua specifica competenza, la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno ha detto:

"Intanto ho fatto un provvedimento già approvato dal Senato, che finalmente introduce in Italia l'obbligo di controllare chi entra in ufficio con le impronte digitali. Ora sono impegnata con un provvedimento che riformerà la dirigenza. Credo che in Italia esistono dei veri servitori dello Stato che non devono temere dei controlli insieme a soggetti terzi. Serve un cambio di passo e sono convinta che questa riforma potrà garantirlo"

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