Di Maio e Salvini: l'uso irresponsabile dei social network

L'uso smisurato e disarticolato dei social sta uccidendo la politica

Difesa a uomo o a zona? Luigi Di Maio non ha ancora deciso, forse anche perché lui sa già cosa NON farà da grande considerata "la regola dei 2 mandati". Un giorno si appiattisce - mentendo - sulle posizioni leghiste ("il reddito di cittadinanza andrà solo agli italiani") e il giorno dopo si allontana leggermente, alla disperata ricerca di uno spazio politico che il Movimento 5 Stelle, per sua stessa natura, non ha. D'altra parte, Di Maio lo dice da sempre: "destra e sinistra sono categorie superate". Lo dice anche Salvini, ma lui ha riferimenti politici e culturali molto più chiari; non a caso si diverte a giocare con le allusioni infilando un bacione tra un "molti nemici, molto onore" e un "chi si ferma è perduto", con il quale non vuole certo richiamare alla mente il Ragionier Guardalavecchia di totoiana memoria.

Di sicuro alcuni partiti hanno tradito le loro stesse ideologie, confondendo gli elettori e regalando uno spazio enorme a 5 Stelle e Lega. I sentimenti, però, sono rimasti immutati. Alcune idee restano affini alla sinistra ed altre alla destra e non si scappa dai vecchi schemi. La conseguenza è banale: ogni volta che Di Maio fa o dice qualcosa una parte del suo elettorato non la prende bene, proprio perché destra e sinistra non sono affatto categorie superate. Per i più smemorati: lo diceva anche Berlusconi, subito prima di diventare il leader del centro-destra italiano per un ventennio abbondante.

Anche oggi il vicepremier a 5 Stelle ha sfogato la sua bulimia comunicativa attraverso Facebook, annunciando l'intenzione di voler accogliere donne e bambini a bordo della Sea Watch e della Sea Eye; in mare da 14 giorni ostaggio degli egoismi e dei balordi tatticismi di un'Europa (Italia compresa, ovviamente) che non riesce più a riconoscersi nei suoi presunti valori fondamentali.

Prendiamo atto dello scritto di Di Maio, ma più di qualche considerazione sorge spontanea. Prima di tutto: perché parla di "accogliere donne e bambini"? Quale madre e quale figlio accetterebbe di lasciare un padre, uno zio o un fratello a bordo di una nave senza destino? È una proposta crudele e perbenista, di tipo cavalleresco, che tradisce uno spiccato maschilismo. Il capitano di una nave che sta naufragando può ordinare legittimamente ai suoi marinai di salvare prima donne e bambini, provando a tutelare chi è più fragile fisicamente. Lo stesso capitano, però, dopo aver salvato i più deboli, si occuperà di tutti gli altri.

Tralasciando questo aspetto, la domanda principale è questa: Cosa dovrebbe rappresentare questo messaggio, affidato ad un social network, inserito tra le immagini di una gita in motoslitta e quelle del gentile regalo offerto da una squadra di hockey durante la sua vacanza in Trentino?

L'uso smisurato e disarticolato dei social network sta uccidendo la politica, appiattendola ad un'infinita campagna elettorale e/o promozionale. Evidentemente la tecnica della sovraesposizione mediatica - adottata da Matteo Renzi in primis - non ha insegnato nulla. Facebook e i social network dovrebbero venire utilizzati in maniera diversa da parte di chi riveste un ruolo istituzionale; dovrebbero essere utilizzati per comunicare una decisione o per chiarire una data questione.

Poi c'è anche un disordine di fondo: il messaggio di Di Maio a chi è rivolto? Alle autorità di Malta? Ai suoi elettori? Ai partner europei? E soprattutto: Di Maio sta parlando a titolo personale? A nome del Movimento 5 Stelle? A nome del Governo? Non si capisce nulla.

Da Palazzo Chigi è arrivata (successivamente e in via informale) una rassicurazione: prima del post su FB c'è stata una telefonata tra Di Maio e il Premier Conte. Teoricamente, il percorso sarebbe dovuto essere quello opposto: Palazzo Chigi comunica una decisione e POI il politico fa il suo comunicato, nel quale spiega le ragioni politiche e umane alla base dell'atto concreto.

In questo caso, però, non esiste alcun atto concreto perché tutto è avvenuto alle spalle dell'altro vicepremier - quello col "Premier" nel simbolo - che ha prontamente a sua volta pubblicato uno status su Facebook per ribadire il solito slogan: una nave è tedesca, l'altra è olandese e le acque sono maltesi; motivo per il quale lui "non cambia idea".

Nel frattempo - è bene ricordarlo - mentre si gioca con i social network, ci sono 49 migranti - esseri umani, come Di Maio, Salvini ed il sottoscritto - che soffrono a bordo di due navi che nessuno vuole accogliere. Ci sono bambini, a rischio ipotermia e disidratazione, che vomitano da giorni a causa del mare grosso.

Per cui, cari leader politici moderni, svestite i panni dei pubblicitari con la smania di apparire a tutti i costi, per i quali l'importante è solo occupare il proscenio. Smettetela di mostrare le foto dei vostri pranzi e i video delle vostre vacanze in montagna. Continuate serenamente a mangiare, bere e sciare, ma smettetela di trattare i vostri sostenitori come fossero dei consumatori da convincere ad acquistare il vostro prodotto-partito. Smettetela, insomma, di comportarvi come i protagonisti adolescenti di un teen movie americano, dove tutti sono ossessionati dalla costante ricerca della popolarità. Iniziate invece ad occuparvi della politica; altrimenti, molto presto, la pacchia finirà. Il 40% incassato dal Pd di Renzi - altro malato terminale di annuncite e di protagonismo - non vi ricorda nulla?

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