Dl Sicurezza, la Regione Piemonte sta valutando il ricorso alla Consulta

Chiamparino: "Non possiamo stare a guardare come se non stesse accadendo nulla"

Il Dl Sicurezza continua a far discutere. Il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ieri ha annunciato il suo ricorso alla giustizia ordinaria nella speranza di accedere così, in via incidentale, alla Consulta. Oggi, invece, la Regione Piemonte ha annunciato di aver iniziato una valutazione per ricorrere in via di azione, come spetta appunto alle Regioni e allo Stato nel caso in cui una legge (statale o regionale) leda le rispettive sfere di competenza.

In realtà, non si tratta propriamente di una novità. Il Dl Sicurezza è stato convertito in legge il 4 dicembre e fin dal 18 dicembre scorso la Regione Piemonte sta studiando il da farsi come confermato da Monica Cerutti, assessora all'Immigrazione della Giunta Chiamparino: "In accordo con il presidente Sergio Chiamparino e in seguito all'ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale il 18 dicembre scorso stiamo valutando se sussistano i fondamenti giuridici per un ricorso alla Corte Costituzionale. Auspichiamo che altre Regioni possano condividere questa azione. Tale decreto risulta anche in totale contrasto con la nostra legge regionale del 2016 contro tutte le discriminazioni, che applica invece i principi costituzionali".

La Regione ha già intavolato il confronto con gli enti locali, proprio per coinvolgerli nella discussione e raccogliere tutti gli elementi utili: "La Regione Piemonte ha istituito un tavolo di crisi con l'Anci regionale per valutare l'impatto del decreto Sicurezza, ora legge sul proprio territorio. Nell'ultima riunione del 21 dicembre è emersa anche la necessità di un confronto allargato con le prefetture. A questo scopo stiamo raccogliendo le concrete preoccupazioni di molte amministrazioni comunali, indipendentemente dal colore politico".

Anche il Presidente Chiamparino ha chiarito che la questione è di primaria importanza: "Le forti critiche che emergono in tutto il Paese al Decreto Sicurezza sono le stesse che avevo avanzato in un recente incontro con i sindaci e i responsabili Sprar del Piemonte. Non possiamo stare a guardare come se non stesse accadendo nulla. Stiamo dunque valutando se esistono i fondamenti giuridici per un ricorso della Regione, direttamente o come tramite dei Comuni, alla Corte costituzionale. Se ci sono le condizioni giuridiche, non perderemo tempo".

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