Migranti, la portavoce di Sea Watch risponde a Di Maio

"Donne e bambini non verranno fatti sbarcare senza i familiari"

"Da parte di Sea Watch non c'è alcuna intenzione di separare le persone a bordo. Donne e bambini non verranno fatti sbarcare senza i familiari. La disponibilità dell'Italia è accolta volentieri, ma preferiremmo che non fosse basata su una discriminazione rispetto alla composizione del gruppo a bordo". Questa la risposta di Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch Italia, rispetto alla proposta fatta da Luigi di Maio - e poi prontamente bocciata da Salvini - di accogliere "donne e bambini" in Italia.

In effetti anche noi, nel nostro piccolo, avevamo fatto notare che la proposta di Di Maio, in stile cavalleresco, era poco rispettosa della dignità umana. In ogni caso, come sottolineato dalla portavoce di Sea Watch, quella di Di Maio non si può neanche considerare una proposta, perché al momento si parla solo di parole scritte in cielo. Sea Watch, infatti, chiede di "avere un'indicazione chiara, inviata al nostro Capitano, di un porto sicuro e vicino dove sbarcare il prima possibile" ed anche che "tutte queste trattative vengano fatte a terra senza troppe dichiarazioni pubbliche, ma semplicemente lavorando a che si possa trovare una soluzione. Non c'è bisogno di annunciarlo, bisogna farlo".

A bordo della Sea Watch ci sono "quattro donne e tre bambini di uno, tre e sette anni, e quattro minori non accompagnati, che lascerei al nostro Paese definire se si tratta di un gruppo, di suo gradimento o meno, abbastanza vulnerabile o meno".

In questo momento Sea Watch è costretta a gestire una situazione complessa: "A bordo l'umore è altalenante, ci sono momenti di spensieratezza e frustrazione. In questo momento trovandoci in acque maltesi l'attracco più logico sarebbe a Malta. Non vogliamo fare forzature, ma le persone vanno sbarcate il prima possibile".

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