Migranti, Fico si schiera con Di Maio. Salvini insiste: "Non cediamo"

Prosegue il braccio di ferro tra M5S e Lega sul destino dei 49 migranti a bordo della Sea Watch e della Sea Eye

Che fine faranno i 49 migranti della Sea Watch e della Sea Eye? Al momento non si sa. Ieri Di Maio ha aperto virtualmente le braccia del Governo italiano, chiedendo a Malta - solo in via informale - di far sbarcare donne e bambini per permettere all'Italia di fornire loro assistenza. A stretto giro è arrivato il fermo 'no' di Salvini, che ha escluso a qualsiasi possibilità di aiuto per "non cedere ai ricatti".

Ieri sera la portavoce di Sea Watch Italia, Giorgia Linardi, ha ringraziato Di Maio per la disponibilità ma ha anche fatto notare che si tratta di 49 persone, non di oggetti inanimati, motivo per il quale non si può imporre a delle famiglie di separarsi in un porto maltese senza sapere come, quando e in quale circostanza avranno la possibilità di ritrovarsi. In poche parole ha ricordato che la misericordia è ben altra cosa.

In sostegno di Di Maio si è speso oggi il Presidente Roberto Fico, che ha lanciato un appello ai suoi omologhi europei:

"Tutta l’Europa deve fare in modo che quanto successo in questi giorni con la Sea Watch e negli scorsi mesi con altre imbarcazioni nel mar Mediterraneo non si ripeta più.

Siamo - come europei - cittadini che fanno della solidarietà un principio cardine della convivenza e dell’essere comunità. Un tracciato che i governi devono seguire senza paura mettendo al centro l’umanità e quella che è la più alta missione che ha la politica: aiutare i più deboli.

Sono convinto che l’iniziativa presa ieri da Luigi Di Maio sia un segnale importante e ne sono contento. Allo stesso modo credo fortemente che l’Italia non debba essere lasciata sola, così come nessun altro Paese debba essere lasciato solo a gestire questioni complesse.

Per questo rivolgo un appello a tutti i miei colleghi presidenti dei Parlamenti europei per sensibilizzare le assemblee e i governi e raggiungere una soluzione condivisa della gestione delle emergenze: quando un Paese accoglie, dagli altri deve partire un sostegno concreto, ovvero un soccorso nell’esame delle domande di asilo e nell’accoglienza. Non possiamo permettere che vengano lasciati in condizioni inaccettabili degli esseri umani che fuggono da dolore, morte e sofferenza. La nostra civiltà si misura da questo.

Se siamo solidali tutti assieme diventiamo più forti, e le responsabilità quando sono condivise non costituiscono più un peso per una comunità. Questo vale per qualsiasi tema da affrontare, incredibile quanto spesso ce ne dimentichiamo".

Sia Di Maio che Fico hanno parlato dei problemi e delle incoerenze dell'Unione Europea, ma hanno dimenticato di citare il terzo attore protagonista di questa storia: Matteo Salvini. Il leader leghista non è disposto a "cedere" di fronte a nulla. Per motivare la sua fermezza ha riportato il comportamento che avrebbe tenuto la ong “Prof Albrecht Penck”, proprietaria della nave Sea Eye, durante le operazioni di soccorso.

"Vi prego di leggere.
Non cediamo ai ricatti. Due navi Ong sono in acque territoriali maltesi: le persone a bordo devono essere fatte sbarcare a La Valletta. Oppure, visto che le Ong hanno bandiera olandese e tedesca, chiedano aiuto a Berlino e Amsterdam per attivare immediatamente un corridoio umanitario.
A questo proposito, non risulta che Olanda e Malta abbiano mai attivato corridoi umanitari come invece fatto dall’Italia. E ancora. Una delle due ong, la “Prof Albrecht Penck” ha violato una delle più logiche ed elementari regole per il soccorso delle persone in mare: nonostante avesse ricevuto una indicazione ufficiale dalla guardia costiera di Tripoli, che stava per intervenire e quindi chiedeva alla Ong di restare ferma, aveva deciso di DISOBBEDIRE, caricare a bordo gli immigrati e fuggire. Vergognoso, infine, l’atteggiamento dell’Europa che tace.
Evidentemente le lezioncine di umanità vanno indirizzate solo all’Italia.
Non cediamo ai ricatti e alle menzogne!"

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