Caso Trivelle, Calenda: "5 Stelle incapaci"

L'ex Ministro Calenda ancora all'attacco di Di Maio&Co: "È esattamente la stessa cosa avvenuta nelle vicende Ilva e Tap"

L'ex ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, è tornato ad attaccare i 5 Stelle in merito alla vicenda dei tre nuovi permessi per la ricerca di idrocarburi nel Mar Ionio, concessi in favore della società americana Global MED LLC. Secondo il Ministro Calenda il Governo starebbe cercando di "buttarla in caciara" per non assumersi le proprie responsabilità: "È esattamente la stessa cosa avvenuta nelle vicende Ilva e Tap. Ciò che risulta grave, soprattutto, è l'incapacità di assumersi le proprie responsabilità quando ci si accorge di non poter mantenere le promesse della campagna elettorale. È legittimo cambiare idea, ma poi non si può scaricare la colpa sui governi precedenti, buttandola in caciara".

Parlando all'AdnKronos, Calenda ha poi aggiunto: "è chiaro che se si invertono legittime decisioni amministrative, poi occorre pagarne le conseguenze tecnico-giuridiche ed economiche, ma partiti e persone serie prima di avanzare promesse in campagna elettorale debbono compiere le necessarie verifiche".

In ogni caso, secondo l'ex Ministro, quella dei 5 Stelle sarebbe "la solita retorica ambientalista" perché "il gas infatti è una grande energia di transizione per raggiungere gli obiettivi previsti da Cop 21 e consente di eliminare il carbone nella produzione di energia elettrica entro il 2025, come previsto dal Piano energetico nazionale". E infine: "questo è il governo degli slogan a cui non interessano il confronto e il ragionamento".

Emiliano: "Governo ipocrita"

Michele Emiliano

La polemica è stata innescata dal Governatore della Puglia, Michele Emiliano, uno dei promotori del referendum sulle trivelle dell'aprile 2016, per via del quale si inimicò definitivamente Matteo Renzi: "È insopportabile la bieca ipocrisia di chi, dopo aver finto di lottare al nostro fianco, appena giunto al Governo del Paese anche grazie ai tanti elettori sensibili a questo argomento, ora assume le medesime condotte dei governi precedenti che si volevano contrastare con la richiesta di referendum antitrivelle".

"Tali posizioni esprimono una totale indifferenza per le questioni ambientali e per la tutela dei nostri mari e dei nostri territori senza alcuna reale prospettiva di sviluppo economico. Ma soprattutto un cinismo spietato e lobbista come già constatato dalla Puglia nei voltafaccia insopportabili sulle questioni Ilva e Tap"

E infine: "La firma dei permessi di ricerca petrolifera con l'Air Gun tra Natale e Capodanno, dà il senso di una delusione grandissima nei confronti di avversari politici con i quali il Governo pugliese aveva lealmente collaborato su queste grandi battaglie".

Di Maio: "Sono contento se Emiliano presenterà ricorso"

Luigi Di Maio manifesto dei sette contro le estreme destre

Luigi Di Maio, rispondendo ad Emiliano, ha puntato il dito nei confronti dei governi precedenti: "Oggi mi si accusa di aver autorizzato trivelle nel mar Ionio. È una bugia. Queste 'ricerche di idrocarburi' (che non sono trivellazioni) erano state autorizzate dal Governo precedente e in particolare dal ministero dell’Ambiente del ministro Galletti che aveva dato una Valutazione di Impatto Ambientale favorevole. A dicembre, un funzionario del mio ministero ha semplicemente sancito quello che aveva deciso il vecchio Governo. Non poteva fare altrimenti, perché altrimenti avrebbe commesso un reato. Quando il Pd ha dato l’ignobile parere favorevole un anno e mezzo fa, nessun giornale aveva messo la notizia in prima pagina. Ora che il Mise ha semplicemente ratificato quello che il Pd aveva deciso, è diventata una notizia".

Di Maio ha anche detto di attendere con ansia il ricorso di Emiliano contro queste autorizzazioni: "Inoltre sono contento che il ministro dell’Ambiente Costa, appena si è insediato, abbia deciso di sciogliere quella commissione che aveva dato l’ok a questa porcata. Ho letto che il Governatore della Puglia intende impugnare queste autorizzazioni. Sono contento, non chiedo altro, spero che un giudice blocchi quello che da qui non potevamo bloccare senza commettere un reato a carico del dirigente che doveva apporre la firma. Ma non sarà 'un ricorso contro Di Maio', bensì sarà un ricorso di un governatore del Pd contro una autorizzazione rilasciata dal Pd. Nulla di nuovo direte voi!".

Il Ministro Costa: "Mai firmato niente"

Ministro Ambiente Sergio Costa rinuncia a fondi BEI

Anche il Ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, ha risposto alle accuse di Emiliano su Facebook: "Poiché qualcuno fa - anche in mala fede- confusione, occorre ribadirlo. Da quando sono ministro non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò".

Anche Costa ha ribadito che le responsabilità per queste nuove autorizzazioni sono da imputare ai governi precedenti: "I permessi rilasciati in questi giorni dal Mise sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sí dato dal ministero dell’Ambiente del precedente governo, cioè di quella cosiddetta sinistra 'amica dell'ambiente'".

Infine ha ribadito il 'no' alle trivelle da parte del suo Governo: "Noi siamo il governo del cambiamento e siamo uniti nei nostri obiettivi. Siamo e resteremo contro le trivelle. Quello che potevamo bloccare abbiamo bloccato. E lavoreremo insieme per inserire nel dl Semplificazioni una norma per bloccare i 40 permessi pendenti come ha proposto il Mise. Siamo per un’economia differente, per la tutela dei territori e per il loro ascolto. Anche per questo incontrerò personalmente i comitati Notriv di tutta Italia. Per lavorare insieme a norme partecipate, inclusive e che portino la soluzione che tutti aspettiamo da anni".

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