Decreto Sicurezza: L'Umbria fa ricorso alla Consulta, Piemonte pronto

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Decreto Sicurezza: la Regione Umbria ha fatto ricorso alla Corte costituzionale contro il provvedimento bandiera della Lega di Matteo Salvini.

L'assessore regionale umbro Antonio Bartolini ne spiega le ragioni: il dl Sicurezza, a suo dire, presenta profili di "palese incostituzionalità che vanno ad impattare su tutte le più importanti materie di legislazione regionale quali salute, assistenza sociale, diritto allo studio, formazione professionale e politiche attive del lavoro e l'edilizia residenziale pubblica".

Per le norme del decreto sicurezza che intaccano le prerogative regionali anche il Piemonte fa sapere di aver avviato le procedure preliminari per presentare il ricorso. Il governatore Sergio Chiamparino a Sky dice: "Proprio stamattina ho avuto conferma dalla nostra avvocatura, che su questo si sta anche confrontando con i colleghi della Regione Toscana, che esistono le condizioni giuridiche per il ricorso alla Consulta, visto che il decreto, impedendo il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari, avrà ripercussioni sulla gestione dei servizi sanitari e assistenziali, di nostra competenza, che la Regione ha finora erogato ai migranti interessati".

Chiamparino aveva già detto la scorsa settimana che la regione stava valutando se c'erano le condizioni per fare ricorso contro il decreto Immigrazione e Sicurezza ribadendo "noi continueremo a fornire le cure necessarie, in base al principio universale che quando una persona sta male deve essere curata".

Sulla stessa lunghezza d'onda la Regione Toscana il cui presidente Enrico Rossi ha già annunciato che il ricorso alla Corte Costituzionale contro il dl Sicurezza è praticamente pronto con il voto sulla apposita delibera previsto per oggi.

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