Mimmo Lucano: "Salvini è il nuovo Pinochet"

Il Sindaco sospeso di Riace ha commentato con durezza la posizione di Matteo Salvini sui 49 migranti di Sea Watch e Sea Eye

"L'Italia è in mano al nuovo Pinochet. Sembriamo essere precipitati in una dittatura militare, dove le libertà individuali e i diritti umani contano meno di zero". Così si è espresso Mimmo Lucano all'AdnKronos parlando del Ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il Sindaco sospeso di Riace si riferiva in particolare ai 49 migranti in mare da oltre 2 settimane perché ostaggio degli egoismi dell'Unione Europea, così come al Dl Sicurezza che sta facendo mobilitare Sindaci e Governatori.

La battaglia sul Dl Sicurezza l'ha fatto sentire meno solo: "Io spero che lo sdegno per questa vicenda monti ancora di più e assuma dimensioni esponenziali. Io posso fare poco a causa della mia vicenda giudiziaria ma ho accolto come un segno di speranza il dissenso dei sindaci. Non mi piegherò mai all'idea che l'odio, la disumanità e l'indifferenza possano diventare le leggi che governano la nostra società, questo a prescindere da come andranno a finire le mie questioni giudiziarie".

Lucano è sempre in attesa di sviluppi per quanto riguarda la sua vicenda giudiziaria, nella quale è coinvolto con l'accusa di aver favorito l'immigrazione clandestina, oltreché come presunto promotore di un'associazione per delinquere che avrebbe compiuto una serie di delitti contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio. Il suo primo obiettivo è quello di poter far presto ritorno nella sua Riace: "oggi o comunque nei prossimi giorni, presenteremo la richiesta al tribunale per avere la revoca delle misure cautelari che mi impediscono di poter rientrare a Riace".

Lucano ha poi parlato della costruzione del nuovo cimitero nel comune di Tarsia, in provincia di Cosenza, dove verranno seppelliti i migranti morti durante le traversate in mare. L'idea non piace affatto all'ex Sindaco: "La considero una cosa lugubre. Mi sembra che anche al cimitero finisca per prevalere l'idea della separazione nella vita come nella morte tra 'noi' e gli 'altri'. No, proprio non mi convince. Riace ad esempio essendo da tanti anni un luogo di arrivo, di sbarchi e di convivenza, anche è diventato un luogo multietnico. Ricordo il caso della salma di un ragazzo che proveniva dal Darfur e che non trovava la sepoltura in altri cimiteri. Mi è stato chiesto se poteva essere seppellito nel cimitero del nostro comune e io ho risposto di sì".

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