"Io amo follemente Milano". Intervista con Giovanni Terzi, assessore alle attività produttive del Comune di Milano. Parte prima

Giovanni Terzi, da poco assessore alle Attività produttive del Comune di Milano dopo aver gestito lungamente Sport e tempo libero. Membro di spicco della giunta Moratti, e da sempre al centro delle iniziative più visibili, tra le quali annoveriamo la candidatura di Springsteen all'Ambrogino d'oro, la causa contro il Comitato San Siro che tenta di bloccare i concerti rock allo stadio, la realizzazione del Rock'n'music Planet (il museo del rock aperto in piazza del Duomo che ha avuto un grande successo di pubblico per mesi) e via dicendo.

L'assessore ci accoglie nel suo ufficio di via Larga per una chiacchierata su passato, presente e futuro dell'ex-città "da bere". Tanti i temi sul piatto e la conversazione si fa subito fitta. Il clima è cordiale e la parete tappezzata di foto. Si sa che l'assessore, ex-pallavolista del glorioso Gonzaga Volley, è un appassionato corridore, e ci mostra le targhe che ne attestano la partecipazione a ben due maratone di New York; suscitando l'invidia del vostro giornalista, che nonostante più di vent'anni di onorata carriera agonistica nel mezzofondo, sarebbe morto se gli aveste fatto percorrere un ulteriore metro dopo l'arrivo degli 800 piani.

Visto che parliamo di sport, apriamo subito con le note dolenti. Gli impianti cittadini sono pochi e spesso in condizioni disastrose; la situazione dell'atletica è emblematica, ma certo anche gli altri sport non se la passano benissimo. C'è in progetto di migliorare questa situazione, magari partendo proprio dall'annosa questione del palazzetto coperto crollato più di vent'anni or sono?

Faccio una premessa. Uno degli ambienti più disomogenei e litigiosi che abbia mai conosciuto - e da architetto so bene di cosa parlo - è il mondo dello sport, dove ti ritrovi il Coni regionale contro il Coni provinciale, la Fidal (Federazione italiana di atletica leggera, NdR) regionale contro la Fidal provinciale; le associazioni sportive di calcio affiliate alla Figc l'una contro l'altra e via dicendo. Partiamo da questo fatto; che è un mondo che è molto litigioso di per sè. Detto questo, veniamo da una situazione di 20 anni in cui non sono stati fatti investimenti. Zero. Quando sono arrivato io allo sport, non secoli ma solo 2 anni e mezzo fa, la prima cosa che dovevo fare era portare a casa i soldi necessari. E ho fatto le seguenti cose: ho portato a casa 5 milioni dal credito sportivo per sistemare l'arena, progetto che parte adesso. E poi ho raccolto altri 30 milioni più gli 11 milioni del progetto Citylife per fare il palasport al Vigorelli. Ottenute queste risorse adesso il nuovo assessore (Rizzi, che intervisteremo a breve, NdR) ha finalmente i soldi per fare i vari progetti.

Il tutto in una città come Milano, in cui la gente deve sapere che da sempre ci paghiamo tutto noi, diversamente dalla capitale, per esempio, in cui i soldi in buona parte li dà il Coni fin dai tempi di Roma '60. Inoltre qui qualunque cosa tu faccia viene contestata dai comitati di quartiere. Per esempio, se andremo avanti col Vigorelli il comitato S.Siro subito presenterà un esposto...

Ma la protesta ha valenza tale da riuscire a bloccare tutto il progetto? Non si potrebbe andare avanti comunque?

No, perché la loro protesta si declina con esposti prima al Tar poi alla Procura. Sono azioni pesanti, non possiamo semplicemente infischiarcene. Si tratta di un eccesso di democrazia, è vero, ma sufficiente a bloccarci. Allora o costruisci ogni volta fuori Milano, come nel caso degli unici due edifici nuovi, il Forum e l'ex-Palatrussardi, o ti rassegni ad affrontare tutte le avversità. Un altro caso è quello della Federazione Nuoto, che prende tanti di quei soldi dal Comune per i corsi da chiedersi dove li metta... la realtà è che Milano ha una situazione molto particolare; l'impresa privata è fortissima ma viene ostacolata e più di tanto non può fare. La parte pubblica incontra le stesse difficoltà, e ciononostante con i soldi raccolti qualcosa abbiamo fatto: i lavori di risistemazione dell'Arena (da 10 anni non subiva alcun intervento) e di 4-5 piscine, tra cui la Cozzi per esempio. Ci sono tempi tecnici e non è mai facile trovare i soldi. Tenga conto che il bilancio di Milano è perfettamente in equilibrio, virtuoso, e come detto ci paghiamo tutto da soli. Reperire risorse per una cosa significa toglierle a un'altra. Io purtroppo non sono riuscito a fare tutto ciò che mi proponevo, ma almeno ho fatto sì che i progetti restanti possa concluderli qualcun altro.

Com'è finita la questione della causa che volevate intentare al Comitato di San Siro?

È finita che partirà una querela. Io sono molto arrabbiato nei loro confronti perché appena insediato li ho chiamati e abbiamo accolto alcune delle loro istanze. Li abbiamo ascoltati e speravo in una buona volontà reciproca; abbiamo cercato di coordinarci con loro per quanto possibile, ma loro sono andati avanti a botte di esposti e ricorsi e la cosa non mi è piaciuta. Ricordiamoci che siamo l'unica città del mondo che inizia i concerti alle 8,30, che abbiamo fatto la Ztl in zona (Zona transito limitato, NdR) per le macchine, migliorato l'insonorizzazione. Insomma tutto il possibile. Per carità, un po' di fastidio sarà anche rimasto ma bisogna anche mettersi in mente che se ognuno non si assume una piccola quota di fastidi per il bene della cittadinanza diventiamo una città chiusa a tutto. Una città invivibile. E dal coprifuoco alle 9 di sera, a diventare un'area di spaccio, prostituzione e violenze il passo è breve.

(1. continua)

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