Libero: "Comandano i terroni", tensione tra Di Maio e l'Ordine dei Giornalisti

libero terroni di maio odg

"Comandano i terroni": il titolo d’apertura di Libero Quotidiano sta sollevando un vespaio di polemiche. L’accusa da parte del giornale diretto da Vittorio Feltri è rivolta verso le principali cariche dello Stato - presidente della Repubblica, della Camera e premier - tutte e tre in mano a meridionali e di conseguenza zavorra per la politica del settentrione Matteo Salvini. Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e vicepremier del governo Conte, ha colto la palla al balzo per chiamare in causa l’Ordine dei Giornalisti e per ritornare sull’abolizione delle sovvenzioni statali ai giornali.

“Buongiorno con la prima pagina di Libero - scrive il leader del M5S su Facebook - , giornale finanziato con soldi pubblici, anche quelli dei terroni. Questa è la preziosa informazione da tutelare con i vostri soldi! Ma tranquilli: abbiamo già iniziato a togliergliene da quest'anno e nel giro di 3 anni arriveranno a zero. P.S. Anche questa volta l'Ordine dei giornalisti rimarrà in silenzio?”

"Comandano i terroni": la reazione dell'ODG

Il titolo di Libero Quotidiano non ha lasciato insensibili nemmeno gli altri partiti, da LeU che si è espresso per bocca del segretario nazionale Nicola Fratoianni, al Partito Democratico, che con il senatore Salvatore Margiotta ha comunque accusato Di Maio di essere subalterno alla Lega. Intanto, l’Ordine dei Giornalisti ha annunciato con una nota di aver già effettuato segnalazione al consiglio territoriale di disciplina:

"Due modi diversi di voler male al giornalismo e di essere irrispettosi dei cittadini che hanno il diritto di essere correttamente informati - si legge nel comunicato - . Per il titolo strillato del quotidiano Libero e i relativi contenuti è stata già predisposta la segnalazione al consiglio territoriale di disciplina. Recentemente il Tribunale di Milano ha confermato, su uno dei tanti brutti titoli di Libero che costituiscono un caso, una sanzione emessa dall'ordine dei giornalisti".

Lo stesso ODG, però, critica la posizione del vicepremier Di Maio sull’editoria:

"Ma è altrettanto inaccettabile il post di Luigi Di Maio - continua il comunicato - che, strumentalizzando la vicenda, torna a compiacersi per i tagli al sostegno all'editoria. Attendiamo che il premier Conte e il sottosegretario Crimi attivino quel tavolo di ragionamento critico sui tagli all'editoria promesso in diretta dal Presidente del Consiglio durante la conferenza di fine anno. Imputare le colpe del quotidiano Libero a tutta la stampa libera è purtroppo perfettamente in linea con gli insulti generalizzati per i quali Di Maio è a sua volta atteso da un consiglio di disciplina".

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