Usa, lo shutdown di Trump è da record. 800mila lavoratori senza stipendio

È il più lungo della storia: 22 giorni.

Donald Trump batte Bill Clinton: lo shutdown voluto dall'attuale Presidente degli Stati Uniti è giunto al suo 22° giorno, essendo cominciato il 22 dicembre 2018, e supera dunque i 21 giorni del 1996, sotto la presidenza, appunto, di Clinton.

Nonostante i tantissimi disagi causati, il Tycoon non si arrende e porta avanti la sua battaglia contro la parte democratica del Congresso. Intanto i sindacati federali hanno ingaggiato una causa legale contro il governo perché i dipendenti che svolgono mansioni "essenziali", anche se senza stipendio, stanno continuando a lavorare e questo, ovviamente, avviene in violazione delle leggi sul lavoro. Questa causa è stata depositata dai sindacati che rappresentano i lavoratori federali, ossia la National Federation of Federal Employees, la National Association of Government Employees SEIU e la National Weather Service Employees Organization.

Lo shutdown ha paralizzato diversi settori, dagli aeroporti alla protezione ambientale, dai musei ai parchi nazionali e gli zoo, addirittura la Nasa e l'Internal Revenue Service, ossia l'ente che si occupa di processare le dichiarazioni dei redditi. A Miami uno dei terminal dell'aeroporto resterà chiuso fino a lunedì perché le risorse disponibili saranno usate sui controlli rimasti attivi. Negli scali aeroportuali, infatti, sono soprattuto i dipendenti del settore sicurezza a essere interessati dallo shutdown. In tutto sono circa 800mila i lavoratori federali colpiti da questa decisione di Trump.

Shutdown: significato e motivazioni di Trump


Donald Trump e il muro al confine con il Messico

Con shutdown si intende il blocco delle attività amministrative negli Stati Uniti quando il Congresso non approva la legge di bilancio che riguarda, appunto, il rifinanziamento delle attività amministrative. In questo caso il problema è il mancato raggiungimento dell'accordo tra i repubblicani e i democratici sul finanziamento del muro al confine con il Messico, tanto desiderato dal Presidente Donald Trump.

L'inquilino della Casa Bianca ha detto che è una questione di buonsenso e che il Congresso deve approvare il muro che metterebbe fine alla crisi ai confini degli Usa che avrebbe un impatto negativo su tutta la nazione. Ha anche fatto vedere una foto di una parte del muro già completata con tanto di misure che impediscono di scavalcarlo e lo ha definito "molto alto, forte e bellissimo".

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