Saviano contro Salvini: "Quella divisa è dello Stato". La replica del ministro

Lo scrittore attacca il vicepremier con un articolo su Repubblica.

Saviano contro Salvini su divisa polizia

Roberto Saviano è tornato ad attaccare il ministro dell'Interno Matteo Salvini con un articolo pubblicato su Repubblica dal titolo "Quella divisa non è di Salvini ma dello Stato". Nel suo post lo scrittore di Gomorra ricorda che molti dittatori, da Fidel Castro a Gheddafi, da Mussolini a Stalin hanno indossato le divise delle forze dell'ordine, ma lo hanno fatto anche alcuni democratici come Winston Churchill, durante la guerra, mentre Roosevelt restò sempre in abiti borghesi. Poi Saviano scrive:

"Applicare oggi queste interpretazioni a Salvini può sembrare ridicolo per la mediocre caratura del personaggio, ma la sua mediocrità non deve fuorviarci. Cosa significa per lui (e per chi lo osserva e subisce) indossare quella divisa? Che se io critico o contrasto il ministro dell'Interno avrò la Polizia contro? Significa che la Polizia condivide le azioni politiche del ministro dell'Interno? In questo caso ci sarebbe da temere la trasformazione della Polizia di Stato in un organismo politico"

Lo scrittore fa poi una precisazione:

"La Polizia dipende dal ministero dell'Interno, non dal ministro, e non è questione di lana caprina. È esattamente per questo motivo che la Polizia ha un capo della Polizia che non è il ministro dell'Interno. Il ministro dell'Interno - come il primo ministro - quando indossa la divisa lo fa come gesto solidale che è accettabile esclusivamente in occasioni formali"

E aggiunge:

"Il messaggio che chi indossa la divisa fuori contesto sta dando è un messaggio pericolosissimo per la democrazia. Questo vale per tutti e vale ancora di più per Matteo Salvini, leader di un partito che non ha una storia di legalità da vantare. La Lega non è stata in grado di arginare - e in parte forse non ha voluto - la diffusione del potere 'ndranghetista nel nord Italia; la Lega deve ai cittadini italiani 49 milioni di euro e, sempre la Lega, in Calabria si è legata politicamente a figure poco specchiate: mostrandosi oggi con la divisa della Polizia, Salvini spera di poter cancellare tutto questo e dire non semplicemente 'io sto dalla parte della legalità' (ci mancherebbe pure che il ministro dell'Interno non lo fosse!), ma 'io sono la legalità'"

Saviano, dunque, accusa il ministro di indossare le divise delle forze dell'ordine per puro scopo propagandistico:

"Salvini usa la scorciatoia propagandistica per non rispondere delle responsabilità politiche sue e del suo partito. Ma la cosa più grave è che utilizza la Polizia, un organo dello Stato che in democrazia è autonomo rispetto ai partiti politici, a tutti i partiti politici, per finalità personali"

E dunque, secondo lo scrittore, in questo modo Salvini manda messaggi alle stesse forze dell'ordine:

"Indossare le divise, come fa Salvini, significa mandare messaggi a chi fa parte delle forze dell'ordine. Significa avere un atteggiamento intimidatorio verso chi non dovesse avere simpatia per le posizioni politiche del ministro. Significa creare, per ogni divisa indossata, una frattura tra chi quella divisa la indossa ogni giorno, per lavorare e non per fare propaganda politica. Ciascuno ha le sue idee politiche, ma se servi il Paese, prima della tua parte viene lo Stato. Indossare le divise durante i comizi significa dire: la polizia è cosa mia. E lo Stato non è Matteo Salvini. E lo Stato non è la Lega. Questo, a Salvini, ogni tanto vale la pena ricordarlo"

Salvini, condividendo sulla sua pagina Facebook non l'articolo di Saviano, ma un post di ADNKRONOS che parla dell'articolo dello scrittore, ha commentato soltanto:

"Io sarei come Fidel Castro, Gheddafi e Mussolini, anzi peggio... Povero Saviano, non sa più cosa inventarsi! Bacioni"

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