Torregiani: "Non trasformiamo Battisti in un orco"

"Mi aspetto che venga trattato con tutti i diritti e il rispetto che deve avere un detenuto"

Alberto Torregiani vuole solo giustizia. Quando è stata diffusa la notizia dell'arresto di Cesare Battisti, Torregiani aveva predicato calma, temendo che non venisse estradato in Italia. Solo dopo averlo visto scendere dall'aereo ha potuto finalmente lasciarsi andare. "Ora c'è la certezza che sconterà la pena, la certezza che si può avere giustizia" ha detto, aggiungendo di aver visto "solo qualche spezzone dell'arrivo a Ciampino" e di non aver provato "nessun particolare effetto, se non quello di averlo visto da vicino per la prima volta, è diverso che vederlo in fotografia".

Torregiani è una delle vittime di Cesare Battisti, che il 16 febbraio 1979 lo ferì gravemente costringendolo su una sedia a rotelle, uccidendo nella stessa circostanza suo padre Pier Luigi. Nonostante il chiaro coinvolgimento emotivo, Torregiani ha chiesto di "non trasformare Battisti in un orco", bensì di pensare alla possibilità di ristabilire giustizia: "Ho sentito che qualcuno si è lamentato che non scendesse dall'aereo in manette. Arriva in un aeroporto militare come Ciampino, circondato da 12 persone, vogliamo mettergli anche le catene ai piedi? Mi sembra esagerato. Mi aspetto che venga trattato con tutti i diritti e il rispetto che deve avere un detenuto. Niente benefici ma nessuna ulteriore restrizione rispetto a quelle che la legge prevede".

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