L'ex avvocato francese di Battisti: "Era un bambino. Incredibile che non possa essere di nuovo processato"

"Mi sembra di capire che molti italiani, che le autorità italiane non vogliono voltare pagina".

Avvocato francese di Cesare Battisti critica l'Italia

Mentre in Italia si festeggia l'arresto di Cesare Battisti dopo oltre trent'anni di latitanza, in Francia c'è chi lo difende: è il suo ex avvocato Eric Turcon, che all'Adnkronos ha detto che all'epoca dei fatti contestati l'ex militante dei Proletari armati per il comunismo (Pac) "era un bambino" ed è stato condannato in contumacia per la partecipazione a quattro omicidi, ma con una legge d'emergenza e con i giudici che operavano in un periodo eccezionale. Turcon sottolinea che Battisti "è stato condannato sulla base delle dichiarazioni di Pietro Mutti", che era uno dei dirigenti dei Pac e che lo ha aiutato a evadere dal carcere di Frosinone nel 1981, ma poi ha beneficiato, in quanto collaboratore di giustizia, della legge sui pentiti.

Mutti ha accusato Battisti mentre quest'ultimo era in fuga e sulla base delle dichiarazioni dello stesso Tutti poi Battisti è stato condannato al carcere a vita. Ebbene, secondo Turcon, "è incredibile che Cesare Battisti non possa chiedere di essere nuovamente processato", visto che ha sempre dichiarato di essere innocente.

Ricordiamo che Battisti è stato una quindicina d'anni in Francia, dove ha beneficiato della "Dottrina Mitterand", che è stata, di fatto, uno scudo per molti terroristi, poi nel 2004 è andato in Brasile dove nel 2007 è stato fermato su richiesta dell'Italia, ma nel 2009 ha ottenuto lo status di rifugiato politico e così è stato liberato ed è uscito dal carcere. Turcon spiega:

"Con l'arresto di Battisti in Brasile si aprì un dibattito in seno alla giustizia brasiliana per capire se Battisti fosse colpevole di aver commesso un crimine di diritto comune oppure un crimine politico. L'articolo 5 della Costituzione brasiliana, infatti, indica che qualsiasi persona condannata all'estero e rifugiatasi in Brasile non può essere estradata se ha commesso un delitto politico. È sulla base di questa norma che il Presidente brasiliano di allora Luiz Inácio Lula da Silva ha preso la sua decisione"

La decisione di Lula si basava anche su quanto detto da Francesco Cossiga, ex Ministro dell'Interno ed ex Presidente della Repubblica, che specificò che, appunto, Battisti era colpevole di crimini politici e non di crimini di diritto comune. Di conseguenza Lula non concesse l'estradizione.

Turcon aggiunge poi:

"La presenza al governo italiano di Matteo Salvini, l'elezione a presidente del Brasile di Jair Bolsonaro, l'alleanza delle destre estreme hanno cambiato la storia. E Battisti ha preso la decisione di scappare dal Brasile perché probabilmente si sentiva in pericolo [...] La questione che si pone è come è possibile che un uomo possa essere condannato a vita senza mai essersi espresso davanti ad un giudice"

Infine Turcon dice:

"Mi sembra di capire che molti italiani, che le autorità italiane non vogliono voltare pagina. Certo è stato un periodo orribile, basta pensare a quello che è successo ad Aldo Moro. Molti ex terroristi dopo hanno detto di essere dei giovani idioti. Battisti era un bambino, aveva 20 anni. Oggi ha 64 anni. Tutto questo è talmente lontano nel tempo"

Nella foto in alto Battisti nel periodo in cui viveva in Francia e faceva lo scrittore

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO