Battisti, il fratello: "è una vittima, se parla crolla la politica. Salvini? Un fascista"

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Cesare Battisti, l'ex terrorista dei Pac condannato all'ergastolo giunto ieri in Italia dopo essere stato catturato in Bolivia, è una vittima e non un colpevole secondo il fratello.

"Volete saperlo? Cesare è una vittima. Per me non ha ammazzato nessuno. Non è colpevole, lo dite voi. I processi furono in contumacia. È stato condannato contumace" dice Vincenzo Battisti al Messaggero.

Secondo il fratello maggiore, se Cesare Battisti "parlasse, farebbe crollare la politica. Non hanno mai voluto che parlasse perché sono tutti compromessi".

Ieri anche l'ex avvocato francese di Cesare Battisti aveva preso le sue difese dicendo che quando è stato giudicato in contumacia, per quattro omicidi, era un ragazzino e che è assurdo non possa essere processato nuovamente vista la legislazione d'emergenza allora vigente.

"Cesare tirato in ballo dai pentiti"

"Mio fratello - prosegue Vincenzo Battisti - è stato tirato in ballo in contumacia dai pentiti. Mi ha giurato che non ha mai ammazzato nessuno, non si è mai potuto difendere... È stato condannato contumace su accuse dei pentiti che volevano salvarsi, se Cesare parla crolla la politica, questa è la verità".

Anche l'arresto in Bolivia sarebbe "un'ingiustizia, lo stanno accusando di quello che non ha commesso. Torregiani, ad esempio, prima ha detto che Cesare non c'era, poi ha cambiato versione".

Ma quello che "dà più fastidio" al fratello dell'ex terrorista è che "i fascisti che hanno ammazzato e stanno in Brasile nessuno li cerca". Poi se la prende anche con il ministro dell'Interno Matteo Salvini, in prima fila all'aeroporto di Ciampino dove Battisti è atterrato: "È un fascista, andasse ad arrestare i suoi amici in Brasile".

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