Video arrivo Battisti, penalisti romani pronti a esposto contro Bonafede

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Dopo le critiche delle opposizioni e sui social per la sovraesposizione mediatica dei ministri Salvini e Bonafede all’arrivo di Cesare Battisti in Italia, a scendere sul piede di guerra sono oggi i penalisti romani che annunciano di essere pronti a presentare un esposto contro il Guardasigilli.

Perché? Per il video pubblicato su Facebook dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5s) in cui oltre a vedersi le fasi dell'arrivo di Cesare Battisti in Italia, a Ciampino, e il suo successivo imbarco su un altro velivolo per raggiungere il carcere di Oristano, vengono mostrate anche la procedure di rilevazione delle impronte digitali e quelle di fotosegnalamento dell’ex terrorista.

Pratiche espletate negli uffici della Questura di Roma. Oltre alla Camera penale di Roma, critiche al ministro della Giustizia sono arrivate anche da alcuni consiglieri togati del Consiglio superiore della magistratura (Csm) e dal Garante dei detenuti.

Ma andiamo con ordine. Il sindacato dei penalisti nel suo esposto chiederà se il video viola "il divieto di pubblicazione dell'immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all'uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica" ricordando le sanzioni a carico di chi non osserva "le opportune cautele per proteggere i soggetti tradotti dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità".

Nel video postato da Bonafede il 14 gennaio si vede anche un agente che accorgendosi di essere ripreso cerca di nascondere la faccia con una sciarpa. Era un agente sotto copertura? Il ministro della Giustizia non ha avuto evidentemente la sensibilità per valutare che l’arrivo di Battisti trasformato in show mediatico poteva mettere a rischio oltre che i diritti dell'ex terrorista anche l’identità di agenti che non avrebbero voluto e potuto mostrarsi pubblicamente.

Le critiche dal Csm e dal Garante dei detenuti

Sulla vicenda del video dell’arrivo di Battisti il vicepresidente del Csm David Ermini pur precisando di "parlare a titolo personale" ha detto che quel video "io non l'avrei fatto". Secondo i consiglieri togati di Area (la corrente di sinistra del Csm, qualcuno direbbe le toghe rosse) quel video "esprime un'idea primitiva di giustizia, indifferente al rispetto della dignità umana".

Il Garante nazionale per i detenuti si è spinto più in là chiedendo che il video (con tanto di musica emozionale che la scrittrice Silvia Ballestri ha definito da subumani) venga rimosso e affermando che cercare consenso con certi mezzi "porta alla disgregazione sociale".

Il video (intitolato "Il racconto una giornata che difficilmente dimenticheremo") ad oggi, alle ore 19, è ancora sulla pagina Facebook ufficiale del ministro della Giustizia.

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