Reddito di cittadinanza, Conte: "Fino a 6 anni di carcere per i furbetti"

Nel giorno decisivo per il reddito di cittadinanza e quota 100, con l'atteso Consiglio Dei Ministri che darà il via libera ai due provvedimenti, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha concesso una lunga intervista a La Stampa, fornendo qualche dettaglio in più sulle prossime misure del suo esecutivo e su quelle già ben note, a cominciare al reddito di cittadinanza.

Conte sa benissimo che la percentuale dei "furbetti dell'ISEE" in Italia è molto alta e il rischio di truffe col reddito di cittadinanza è dietro l'angolo. Il governo, però, sa già come ridurre al minimo questo rischio:

Questa riforma contiene contromisure adeguate. E in fase attuativa saremo molto vigili contro i furbi che pensano di poter abusare di questa misura. Abbiamo predisposto strumenti di controllo in modo da poter incrociare le banche dati e di permettere all'Inps e alla Guardia di Finanza di fare tutte le verifiche sulle dichiarazioni Isee. Sono fiducioso che le misure saranno efficaci per contrastare gli abusi.

Il premier conferma il pugno duro: fino a 6 anni di carcere per "chi fornisce dati falsi o continua a lavorare in nero. Mi sembra una pena sufficiente a scoraggiare qualsiasi furbetto".

Il sito internet da cui fare le domande per il reddito di cittadinanza sarà pronto nel mese di marzo e l'esecutivo di Conte spera di riuscire ad erogare i primi sussidi già a partire dal prossimo aprile. Scenario realistico?

Stiamo lavorando proprio per questo. È chiaro che è una road map con tempi molto stringenti e un percorso serrato, ma abbiamo già iniziato a lavorare per l'attuazione del provvedimento e farci trovare pronti.

Oggi, dopo il vertice a Palazzo Chigi insieme a Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il Consiglio dei Ministri darà il via libera anche al reddito di cittadinanza e la macchina organizzativa sarà ufficialmente messa in moto.

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