Naufragio Libia: "117 morti". Salvini: "Cuori aperti e porti chiusi". Il dolore di Mattarella

Salvini contro BCE

Il presidente della Repubblica ha espresso con un messaggio tutto il suo cordoglio per il naufragio avvenuto ieri al largo di Tripoli, si parla di centoventi persone imbarcate e tre soli superstiti. Sergio Mattarella ha voluto manifestare il suo "profondo dolore per la tragedia che si è consumata nel Mediterraneo con la morte di oltre cento persone, tra donne, uomini, bambini".

Anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, da Matera, capitale europea della cultura, si è detto "scioccato da questa nuova strage. Siamo più convinti di prima nel contrastare i trafficanti". Il premier ha poi aggiunto che non avrà "pace fino a quando questi trafficanti non saranno assicurati alla Corte penale internazionale" perciò quando avrà finito con questo mandato, si dedicherà "al diritto penale per perseguirli ed assicurarli alla Corte internazionale".

Molto diversi i toni del ministro dell’Interno Matteo Salvini secondo cui "le Ong tornano in mare davanti alla Libia e le persone tornano a morire… Magari cominceranno le litanie: aprite, spalancate, accogliete: no, no, no. Il naufragio è la dimostrazione che se riapri i porti ritornano i morti. Cuori aperti per chi scappa dalla guerra ma porti chiusi a Ong e trafficanti".

Intanto i tre sopravvissuti del naufragio, ancora sotto shock, hanno detto che preferivano "morire che tornare in Libia". Dopo essere stati tre ore in mare "sperando he qualcuno ci vedesse" i superstiti si trovano ora a Lampedusa dove hanno iniziato a raccontare delle "violenze e degli abusi" a cui venivano sottoposti nel paese africano.

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