Lucia Uva: "Con Salvini licenza di uccidere alle forze dell’ordine"

salvini-lucia uva licenza di uccidere

La sorella di Giuseppe Uva, morto nel 2008 dopo essere portato in caserma a Varese, commenta il decesso del 31enne tunisino durante un fermo di polizia, l'altro ieri a Empoli. L’uomo era andato in escandescenze per una banconota che non gli era stata cambiata in un money transfer, quindi erano intervenuti gli agenti che dopo aver legato mani e piedi al giovane se lo sono visti morire tra le braccia, per un arresto cardiocircolatorio. Il pm ha disposto l’autopsia.

"Questo è il metodo delle forze dell'ordine. Con l'appoggio di Salvini, ora, hanno la licenza di uccidere" dice Lucia Uva, sorella di Giuseppe. Il ministro dell'Interno ha difeso gli agenti dicendo che hanno solo fatto il loro lavoro e che non potevano certo offrire "cappuccio e brioche" all’uomo che aveva dato di matto nel money transfer.

"Se prima noi dovevamo fare le indagini, scoprire quel che era realmente accaduto e poi presentarci in tribunale, ora con Salvini cosa ci possiamo aspettare?" aggiunge la donna.

Lucia Uva spiega che non ce l’ha con le forze dell’ordine ma solo con chi "abusa della divisa che indossa a scapito dei più deboli". Poi riferendosi ai familiari delle vittime di casi analoghi dice: "Siamo in un tritacarne. Noi parenti di persone morte come questo ragazzo tunisino, come Stefano Cucchi, come Michele Ferrulli finiremo in un calderone di ingiustizia".

Giuseppe Uva è morto a 43 anni dopo essere stato portato nella caserma dei carabinieri di Varese e quindi in ospedale per un Tso. A maggio scorso la sentenza del processo d’appello, confermando il giudizio di primo grado, ha assolto due carabinieri e sei agenti di polizia per i quali il sostituto procuratore generale Massimo Gaballo aveva chiesto oltre 10 anni di carcere per l’accusa di omicidio preterintenzionale.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO