L’ultima gaffe di Toninelli: "La nave Sierra Leone…"

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Sono "tutti salvi i 100 migranti recuperati domenica" scrive oggi su Twitter il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli in riferimento al barcone in avaria nel Mediterraneo riportato in Libia su disposizione delle autorità del paese africano. Secondo Toninelli sono stati "rispettati i trattati internazionali".

Per il ministro pentastellato l'Italia "sta sostenendo la Libia con mezzi e addestramento. Ora i Paesi Ue, Francia su tutti, collaborino a stabilizzare il continente africano".

Toninelli confonde la Sierra Leone col nome della nave

In un precedente tweet sull’operazione di rimpatrio dei 100 migranti in Libia, Toninelli era caduto in una delle sue celebri gaffe, scambiando il nome di uno Stato africano con quello della nave chiamata in causa dai libici per riportare i migranti in patria.

"La nave Sierra Leone sotto coordinamento libico, sta iniziando a prendere a bordo i 100 migranti dal gommone. Tutto si svolge secondo le convenzioni internazionali, i naufraghi andranno a Tripoli. Seguo con attenzione, nella speranza che l’operazione si concluda senza problemi".

Sierra Leone è il nome non della nave in questione ma dello Stato dell’Africa occidentale che si affaccia sull’Atlantico, Stato di cui la nave cargo contattata dai libici batte bandiera. La nave che ha riportato in Libia i 100 migranti sul barcone in avaria al largo di Misurata si chiama invece Lady Sharam.

Ong: "Operazione di soccorso? Sono respingimenti"

Sul fatto che poi sarebbero state rispettate le norme internazionali, Proactiva Open Arms spiega che non è stata affatto un’operazione di soccorso: "I migranti riportati in Libia non sono stati soccorsi, questi sono veri e propri respingimenti, vietati per legge dalla Convenzione di Ginevra" dice la coordinatrice per l’Italia della Ong Veronica Alfonsi.

Inoltre, che una volta rientrati Libia, da cui avevano tentato di scappare, i migranti siano salvi e al sicuro è tutto da provare: loro stessi avevano detto di essere pronti a morire piuttosto che tornare nel paese, come riferito dall'Unhcr.

Unicef, appello all’Ue per i bambini migranti

Dall’Unicef, l’agenzia Onu per l’assistenza umanitaria ai bambini, soprattutto dei paesi in via di sviluppo, intanto arriva un appello ai governi europei per proteggere i bambini migranti: "Ogni giorno rischiano la vita viaggiando in acque pericolose e nel gelo, con la speranza di trovare sicurezza e opportunità per un futuro dignitoso. Un approccio a livello regionale aiuterebbe a evitare che i bimbi soffrano ulteriormente".

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