Migranti, al via lo sgombero del Cara di Castelnuovo (RM): almeno 150 persone finiranno in strada

È iniziato stamattina, dopo un preavviso di 48 ore, il trasferimento dei migranti ospiti del Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, il secondo più grande d'Italia dopo quello di Mineo, in provincia di Catania, in vista della sua chiusura definitiva che dovrà essere completata entro il 31 gennaio prossimo.

Gli uomini dell'esercito hanno iniziato lo sgombero della struttura e disposto il trasferimento dei richiedenti asilo ospitati nel centro, circa 300 dei 550 ospitati fino a ieri: 30 di loro sono già stati portati via in autobus e trasferiti in altre strutture d'Italia, mentre altri 75 dovranno essere trasferiti nella giornata di domani, mercoledì 23 gennaio.

Se i richiedenti asilo verranno ospitati in altre strutture simili sul territorio italiano, nulla verrà fatto per i circa 150 migranti che si trovavano nella struttura in quanto titolari di protezione umanitaria. Il decreto Sicurezza di Matteo Salvini ha disposto l'esclusione di queste persone dal servizio SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) facendo di fatto perdere loro il diritto alla prima accoglienza.

Questo significa che da un momento all'altro 150 persone si ritrovano a vivere in strada, senza un posto dove andare e senza alcun tipo di supporto da parte dello Stato italiano. A sottolinearlo è stato il deputato del Partito Democratico Roberto Morassut, che ha criticato anche le modalità di questo trasferimento fatto in fretta e furia:

Quanto è accaduto questa mattina al centro per gli immigrati di Castelnuovo di Porto a nord di Roma non è degno di una nazione civile. Una delle strutture più importanti per l'accoglienza degli immigrati è stata sgomberata senza adeguato preavviso. Nessuno è stato avvertito per tempo, nemmeno il Comune: un vero e proprio blitz. Adesso nessuno sa dove finiranno le 320 persone sgomberate e la loro sicurezza e quella dei cittadini sono a rischio.

IL BLITZ INDEGNO A CASTELNUOVO DI PORTO

Quanto è accaduto questa mattina al centro per gli immigrati di Castelnuovo di...

Posted by Roberto Morassut on Tuesday, January 22, 2019

Tantissimi i cittadini scesi in strada per una protesta silenziosa contro la chiusura del Cara. Il gruppo si è ritrovato presso la parrocchia di Santa Lucia, non lontana dal centro, per esprimere solidarietà ai migranti che erano diventati parte integrante della comunità. A guidare le proteste anche il sindaco di Castelnuovo di Porto, Riccardo Travaglini, che non è stato interpellato dalla Prefettura prima di questa decisione così improvvisa:

Il centro ormai faceva parte di Castelnuovo di Porto, essendo qui da dieci anni era parte integrante di questa comunità. Il comune non è stato coinvolto. Io dico che il Cara non debba essere chiuso, ma andava concertato. Sono dieci anni che Castelnuovo fa fronte a questa emergenza sono passate ottomila persone. Ci voleva un po’ di rispetto per una comunità che ha fatto tanto non solo per l’Italia ma anche per l’Europa.

La decisione della Prefettura di Roma, che dà esecuzione alle disposizioni contenute nel decreto Salvini, mette a rischio anche il posto di lavoro delle 107 persone impiegate al Cara di Castelnuovo di Porto, che di punto in bianco dovranno cercarsi un altro impiegato.

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