Sea Watch, la Procura risponde a Salvini: "Il comandante non ha commesso reati"

"Il comandante della Sea Watch non è indagato per i suoi spostamenti in mare"

"Il Comandante della Sea Watch deve essere indagato". Le forze di Governo sostengono questa tesi e stanno raccogliendo elementi per denunciare il comandante della Nave della Ong per favoreggiamento all'immigrazione clandestina, il tutto con l'aggravante di aver messo in pericolo l'incolumità dei naufraghi soccorsi in mare. Una delle tesi degli esponenti di Movimento 5 Stelle e Lega è quella che il comandante della Sea Watch abbia messo in pericolo la vita dei naufraghi scegliendo di puntare verso le coste siciliane e non verso la Tunisia con condizioni meteo in peggioramento. Il comandante ha preso questa iniziativa dopo essere stato respinto dalla capitaneria di porto di Lampedusa; quando è arrivato il diniego la costa di Siracusa distava 100 miglia, mentre quella tunisina 70.

Questa tesi è stata sostenuta in un post pubblicato sul "Blog delle Stelle", che ha appunto evidenziato come il comandante della Sea Watch prendendo questa decisione abbia "violato le leggi del mare, secondo cui chi naviga in quelle condizioni dovrebbe fare rotta verso le acque più vicine dove trovare ridosso". Dello stesso avviso non è però la Procura di Siracusa, nello specifico il procuratore aggiunto Fabio Scavone.

Il parere di Scavone in materia è decisamente autorevole perché, prima di diventare magistrato, è stato un ufficiale della Marina Militare Italiana. Secondo Scavone il comandante non avrebbe commesso alcun reato perché aveva la piena libertà di scegliere una rotta da lui ritenuta più sicura.

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