Matteo Salvini e i "giornaloni" da usare nel momento del bisogno

La richiesta di non essere processato l'ha fatta tramite il Corsera.

Matteo Salvini e i giornali

Durante le sue numerose dirette Facebook Matteo Salvini ripete spesso mantra come "menomale che ci siete voi", "menomale che ci sono i social", "io non mollo amici" e così via. Oggi, però, nel momento del bisogno, il vicepremier e ministro dell'Interno si è rivolto ai giornali, in particolare al Corriere della Sera. Non è la prima volta che lo fa, nel recentissimo passato ha scritto anche ad altri big, come La Stampa. Insomma, quei "giornaloni" di cui parla tanto male ai suoi follower, quando servono li sfrutta eccome.

Oggi, alle 9 passate, quando il Corriere della Sera con la sua lunga lettera è in edicola già da molte ore, Salvini non ha ancora condiviso la notizia con i suoi follower, né su Facebook, né su Twitter. Sì perché il retromarcia sul processo per la nave Diciotti non è certo un toccasana per la sua perenne campagna elettorale, anche se i suoi fan, di fatto, gli chiedono da giorni di non farsi processare.

Solo che in passato lui si è sempre detto pronto ad affrontare i giudici, ora, invece, non lo è più. E per far sapere di volersi sottrarre al giudizio riguardo al suo comportamento nel caso della nave Diciotti, il ministro usa uno dei quotidiani più letti e non una diretta Facebook. Sì, perché il "pubblico" è diverso. Non si rivolge ai suoi follower che gli danno sempre ragione, ma si rivolge ai senatori e si rivolge anche ai compagni di governo. E soprattutto in una diretta Facebook non avrebbe potuto argomentare come ha fatto nella lettera, che sicuramente non ha scritto da solo, ma aiutato da un avvocato. "Dal vivo" non sarebbe stato capace di citare leggi, avrebbe usato i soliti slogan, solo che in questo caso, avrebbe dovuto rivedere anche quelli, perché "io non mollo" o "io non ho paura" non hanno più tanto senso...

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