Asia Bibi, confermata l'assoluzione: ora può lasciare il Pakistan

La donna, cristiana, nel suo Paese era accusata di blasfemia.

Confermata assoluzione di Asia Bibi in Pakistan

È finita la lunga vicenda legale di Asia Bibi, la donna cristiana che è stata accusata di blasfemia in Pakistan. Ora anche la Corte Suprema ha confermato la sua assoluzione, respingendo il ricorso, e dunque, finalmente, potrà lasciare il Paese. Tra le nazioni che si sono dichiarate pronte ad accoglierla già da ottobre scorso c'è anche l'Italia, dove ci sono stati sit-in e manifestazioni a suo favore e lo stesso governo, così come l'Unione Europea tramite il Presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani, l'hanno sempre sostenuta.

Asia Bibi, madre di cinque figli, era stata denunciata nel 2009 dopo una lite sulla religione con alcune donne in una fattoria nel Punjab, dove lavoravano tutte insieme. Nel 2010 è stata condannata a morte perché in Pakistan chi profana il Corano o diffama Maometto rischia la vita. Nel 2014 l'Alta Corte di Lahore ha anche respinto il ricorso contro la pena capitale. Grazie a una mobilitazione internazionale l'esecuzione è stata fermata e lo scorso ottobre la Corte Suprema l'ha assolta e ha ordinato la scarcerazione, nonostante le proteste in tutto il Pakistan.

La donna finora è stata nascosta in un luogo segreto. Il suo avvocato, Saiful Mulook, che tra l'altro è musulmano, è dovuto fuggire dal Paese, perché temeva per la propria vita dopo aver denunciato che l'inchiesta su Asia Bibi è stata viziata. Infatti il processo contro di lei si è basato sostanzialmente su delle testimoniane, in particolare quella dell'uomo stesso che l'ha denunciata, Qari Mohammad Salam, imam della moschea di Ittanwali.

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