Sea Watch, Conte: "Operazioni di sbarco entro poche ore. Collaborazione da altri 6 Paesi"

In tutto sono 7 Paesi pronti ad accogliere i migranti.

Giuseppe Conte annuncia lo sbarco dalla Sea Watch

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte oggi è a Milano dove ha vari appuntamenti. La sua giornata è cominciata con la visita alla Borsa Italiana e incontro con l'Amministratore Delegato Raffaele Jerusalmi e il Presidente Andrea Sironi, poi un incontro con il sindaco Giuseppe Sala a Palazzo Marino dopo il quale ha tenuto una conferenza stampa.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Conte ha annunciato, a proposito dei 47 migranti sulla Sea Watch 3 che è vicina al porto di Siracusa:

"Fra qualche ore cominceranno le operazioni di sbarco. Si è aggiunto anche il Lussemburgo alla lista dei Paesi amici che hanno risposto al nostro invito. Siamo 7 Paesi"

Oltre e Italia e Lussemburgo, infatti, sarebbero disposte ad accogliere i migranti anche Germania, Francia, Portogallo, Romania e Malta.

Il Ministero dell'Interno sta organizzando lo sbarco e molto probabilmente i 47 migranti saranno portati in un hotspot a Pozzallo o a Messina, dove saranno identificati e poi aspetteranno di essere trasferiti negli altri Paesi che hanno dato il proprio ok ad accoglierli.

Sulla questione è intervenuto il Premier di Malta Joseph Muscat, che è in visita a Cagliari. Gli è stata fatta una domanda sulla linea intransigente del governo italiano e ha detto:

"Non mi intrometto nelle decisioni italiane, ma penso che la linea dura sia controproducente, perché se ci si trova davanti a una responsabilità che deriva da leggi internazionali non si può rispondere 'non voglio'. Penso che questo sia un atteggiamento miope"

E sulla reazione di Malta ha aggiunto:

"Non abbiamo mai chiuso il nostro Paese e quando abbiamo chiesto un segnale di solidarietà europea lo abbiamo sempre ottenuto. Non penso che sia una conseguenza diretta del fatto che si attui una linea dura o no"

Conte ha risposto anche a domande sull'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per il caso Diciotti, dicendo solo che "i senatori hanno tutto il tempo per fare le loro valutazioni e noi le rispetteremo". Mentre sul caso del Venezuela ha detto che la posizione dell'Italia è molto prudente e che quello che serve ora non è riconoscere Maduro o Guaidó come presidente, ma fare in modo che si proceda a libere e democratiche elezioni.

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