Sea Watch in arrivo a Catania: migranti in 7 Paesi

Partita all'alba dopo un guasto.

L'arrivo della Sea Watch 3 al porto di Catania è previsto per le 9 di oggi, giovedì 31 gennaio, dopo un lieve ritardo provocato da un guasto al verricello dell'ancora che ha impedito alla nave di partire ieri sera da Siracusa. Il guasto è stato riparato nella notte e l'imbarcazione è riuscita a partire intorno alle 5.30 del mattino, scortata da due motovedette della Guardia di Finanza.

Una volta a Catania, i 15 minorenni a bordo della nave saranno trasferiti in una comunità della provincia, mentre tutti gli altri verranno portati nell'hotspot di Messina, dove saranno ospitati fino al trasferimento nei Paesi UE che hanno accettato di accoglierne una parte.

Non è chiaro, invece, cosa ne sarà della Sea Watch 3. Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini ha auspicato l'intervento della magistratura sul comportamento della Ong e non è escluso che l'imbarcazione venga temporaneamente sequestrata.

Sea Watch sbarcherà a Catania: migranti in 7 Paesi

La Sea Watch sta navigando verso il porto di Catania, lo stesso dove attraccò la Diciotti nel mese di agosto, senza però far scendere subito i 177 migranti salvati in mare. La situazione in quel caso si sbloccò, dopo 6 giorni con la nave ormeggiata nel porto, grazie all'intervento di Irlanda, Albania e Chiesa Cattolica che assunsero l'impegno di farsi carico dell'accoglienza.

La Sea Watch, in questo limbo da 12 giorni, non avrà invece problemi di questo tipo perché l'accordo in sede europea è già stato raggiunto; sono 7 - Italia compresa - i Paesi che hanno dato il loro assenso alla redistribuzione dei naufraghi. Gli altri sei Paesi, nello specifico, dovrebbero essere Lussemburgo, Germania, Francia, Portogallo, Romania e Malta.

La scelta di far sbarcare la nave a Catania è stata presa dal Viminale, in ragione della presenza nel capoluogo etneo dei centri ministeriali per l'accoglienza di minori.

La notizia dell'accordo a livello europeo è stata festeggiata come una vittoria da Salvini: "Missione compiuta! Ancora una volta, grazie all'impegno del governo italiano e alla determinazione del Viminale, l'Europa è stata costretta a intervenire e ad assumersi delle responsabilità". Ovviamente, però, il Ministro non ha intenzione di mollare la presa sulla Ong ed auspica che "in base alla documentazione raccolta, venga aperta un'indagine per fare chiarezza sul comportamento della Ong".

Sul numero di migranti che accoglierà l'Italia, Salvini non si è voluto sbilanciare: "Fatemi avere certezza di quello che fanno gli altri e poi diremo cosa facciamo noi".

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