Chiusure domenicali dei negozi, intesa Lega-M5S: ecco cosa stabilisce il testo

Dopo un tira e molla andato avanti per mesi, le due forze al governo hanno raggiunto un'intesa sulle chiusure domenicali dei negozi e il testo che diventerà legge nei prossimi mesi è stato finalmente depositato in Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera, primo passo verso il passaggio in Aula, prima alla Camera e successivamente al Senato.

Il testo, che subirà inevitabilmente delle modifiche nel percorso verso l'approvazione definitiva, prevede 30 aperture straordinarie nel corso dell'anno: 26 domeniche su un totale di 52 e 4 festività nazionali su 12. Non vengono date indicazioni delle date, ma saranno le Regioni a stabilirlo in base alle esigente, rispettando però il numero stabilito dalla legge.

Il disegno di legge prevede una lunga serie di eccezioni. I limiti fissati non riguarderanno le attività commerciali che si trovano nei centri storici e in prossimità degli stessi, così come i negozi ubicati nei pressi di aeroporti, stazioni, porti e autostrade. Questo riguarda tutte le attività commerciali, non soltanto i negozi: pasticcerie, rosticcerie, edicole, fiorai, negozi di antiquariato, cinema, stadi e parchi dei divertimento.

Non solo. Il testo stabilisce che potranno restare aperti senza limiti i negozi con una superficie fino a 150 metri quadrati ubicati nei comuni con fino a 10mila abitanti e quelli fino a 250 metri quadrati in comuni con oltre 10mila abitanti.

Diverso è invece il discorso per le zone turistiche, che potranno concentrare le aperture straordinarie nei periodi di maggiore attività. I negozi situati in zone balneari potranno concentrare le aperture domenicali tra i mesi di aprile e settembre, mentre quelli che si trovano in località di montagna saranno autorizzate a concentrarle tra i mesi di dicembre e marzo e tra i mesi di luglio ed agosto.

Il testo prevede multe salatissime per i trasgressori: dai 10mila ai 60mila euro per la prima trasgressione, che possono salire fino a 120mila euro in caso di recidiva.

Foto | iStock

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