Berlusconi: Santo subito?

Il “Gesù della politica” come lui stesso si era definito in un comizio ad Ancona nel febbraio 2006, ieri, a Cagliari ha dato il meglio di sé. E in una scena surreale che rievoca l’Ascensione del Signore, il candidato premier del Popolo delle Libertà, ha ammonito i giovani presenti, come Cristo, prima di lasciare questa terra per il suo Regno, ammonì i suoi discepoli: “Vi vorrei nominare difensori, apostoli della verità. Andate, - ha esortato Berlusconi - predicate e convertite le genti”.

Lui, “vittima paziente” che si “sacrifica per tutti” sull’altare della politica italiana, riprende, così, il linguaggio evangelico ormai abbandonato da tempo. Domenica, ad esempio, a Palermo, Silvio Berlusconi ha visto uno strano striscione esposto alla Fiera del Mediterraneo con su scritto “Silvio santo subito” e non è riuscito a trattenersi:“Santo sì, - ha detto sorridente - ma non subito, vorrei abitare ancora qui nel futuro”.

Per un momento, nell’ottobre 2005, i fan più agguerriti hanno pensato che questo potesse diventare realtà. La provocazione, lanciata attraverso le colonne di Libero, illustrava come fosse “tecnicamente possibile” arrivare alla canonizzazione di Berlusconi, “l’Unto del Signore”. “Può esser considerato un miracolo, - si chiedeva il quotidiano di Vittorio Feltri – quello di far uscire un ragazzo dal coma, così come è avvenuto ad Andrea Carloni, risvegliato dalla voce del Cavaliere?”

L’iter per il riconoscimento della santità, infatti, prevede l’accertamento di un miracolo da parte della Chiesa e, se “il coma è giudicato irreversibile – scriveva Libero – il risveglio viene considerato come “fatto straordinario”. Per l’aureola, tuttavia, c’è tempo: prima che Silvio lasci questa Terra, di sicuro, ne passerà di tempo.

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