Brexit, dubbi sul futuro di 700 mila italiani. Martina: "Cosa sta facendo il governo Conte?"

L'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea è dietro l'angolo, ma il governo britannico è ancora in alto mare. L'accordo raggiunto con l'UE è stato bocciato e una Brexit senza accordi è ormai più che probabile, anche se in queste ore si stanno cercando alternative almeno per quanto riguarda la delicata questione del confine irlandese, che rischia di provocare scontri e rivolte.

Di fronte alla possibilità molto concreta di una Brexit senza alcun tipo di accordo con l'Unione Europea, molti Paesi UE si sono già mossi per affrontare lo scenario peggiore e tutelare le migliaia di cittadini europei che attualmente vivono e lavorano nel Regno Unito, e che dal prossimo 29 marzo potrebbero non essere più protetti dalle norme UE sulla libera circolazione.

Il Belgio ha già approvato una legge, la Germania sta facendo altrettanto e la Francia ha prontamente istituito una commissione parlamentare e stanziato oltre 50 milioni di euro per affrontare la situazione di incertezza che si verrà a creare. E l'Italia? Ad oggi, tra legge di bilancio, flussi migratori e scontri sulla TAV, l'esecutivo gialloverde non ha nemmeno iniziato a discutere di quello che accadrà tra poche settimane e oggi è stato il PD a richiamare l'attenzione del governo di Conte sulla delicata questione.

Il segretario dimissionario del Partito Democratico Maurizio Martina ha sottolineato che saranno oltre 700 mila i cittadini italiani che rischiano di avere conseguenze a causa della Brexit senza accordo:

Il Regno Unito si trova in una grave paralisi politica a meno di due mesi dalla data per la Brexit. Un'uscita senza accordo, ipotesi ormai concreta, getterebbe nella più grande incertezza la Gran Bretagna e con esso i 3 milioni di cittadini europei residenti, tra i quali oltre 700 mila italiani.

e ha spronato l'esecutivo di Giuseppe Conte ad allinearsi agli altri Paesi UE:

Londra è la quinta città d'Italia. Per prepararsi a questo scenario dalle conseguenze incerte la Germania ha discusso in Parlamento, la Francia ha stanziato 50milioni e istituito una commissione parlamentare, il Belgio ha approvato una legge e cosi molti altri paesi. E l'Italia? Non risultano simili iniziative del governo gialloverde sebbene ci siano molti più italiani nel Regno Unito che francesi, tedeschi o belgi!

Dai vertici del governo non sono ancora arrivate dichiarazioni né conferme che qualcosa stia per essere messa in moto, ma la data dell'avvio della Brexit, venerdì 29 marzo 2019, è sempre più vicina.

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