Reddito di cittadinanza: ecco tutti i requisiti e i modi per presentare la richiesta

Come anticipato nelle ultime ore, il Ministero del Lavoro ha lanciato il sito ufficiale del reddito di cittadinanza in occasione della presentazione in pompa magna con Luigi Di Maio all'Auditorium Enel di Roma. La conferenza ha subito qualche ritardo - dalle 15 è stata fatta slittare alle 15.15 e poi alle 15.25 - ma il sito è stato attivato e tutti i dettagli sulle modalità per richiedere la misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle sono ormai noti.

Il sito ufficiale del Reddito di Cittadinanza è per ora soltanto una vetrina: i cittadini che pensano di aver diritto alla misura non possono ancora inviare le richieste, ma possono trovare tutte le informazioni di cui hanno bisogno, così da farsi trovare pronti quando verrà dato il via libera alle domande, il 6 marzo 2019, salvo slittamenti.

A chi è destinato il reddito di cittadinanza?

Il richiedente deve essere cittadino maggiorenne italiano o dell’Unione Europea, oppure, suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente o cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. È, inoltre, necessario essere residente in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

Il nucleo familiare deve essere in possesso di:


  • un valore ISEE inferiore a 9.360 euro;

  • un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;

  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità).

  • un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1). Tale soglia è aumentata a 7.560 euro ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360 euro.

Non solo. Per accedere al reddito di cittadinanza è anche necessario che nessun componente del nucleo familiare possieda:


  • autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);

  • navi e imbarcazioni da diporto (art. 3, c.1, D.lgs. 171/2005).

Come si calcola il reddito di cittadinanza?

Il beneficio economico si compone di due parti:


  • una integra il reddito familiare fino alla soglia di 6.000 euro moltiplicati per la scala di equivalenza (7.560 euro per la Pensione di cittadinanza)

  • l’altra, destinata solo a chi è in affitto, incrementa il beneficio di un ammontare annuo pari al canone di locazione fino ad un massimo di 3.360 euro (1.800 euro per la Pensione di cittadinanza). È prevista anche una integrazione per famiglie proprietarie della casa di abitazione, laddove sia stato acceso un mutuo: in questo caso l’integrazione, pari al massimo alla rata del mutuo, non può superare 1.800 euro.

L’importo complessivo, sommate le due componenti, non può comunque superare i 9.360 euro annui (780 euro mensili), moltiplicati per la scala di equivalenza.

Il versamento del beneficio decorre dal mese successivo alla richiesta e viene erogato per un periodo continuativo massimo di 18 mesi. Potrà essere rinnovato, previa sospensione di un mese, prima di ciascun rinnovo. La sospensione non è prevista nel caso della Pensione di cittadinanza.

Come richiedere il reddito di cittadinanza?

La domanda per il reddito di cittadinanza potrà essere presentata via internet tramite il sito ufficiale redditodicittadinanza.gov.it o, in alternativa, presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) o, dopo il quinto giorno di ciascun mese, presso gli uffici postali.

Le informazioni contenute nella domanda del Reddito di cittadinanza sono comunicate all’INPS entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta. L’INPS, entro i successivi 5 giorni, verifica il possesso dei requisiti sulla base delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelle delle amministrazioni collegate e, in caso di esito positivo, riconosce il beneficio che sarà erogato attraverso un’apposita Carta di pagamento elettronica (Carta Reddito di cittadinanza) che, attualmente, viene emessa da Poste Italiane.

Come usare il reddito di cittadinanza?

Oltre all’acquisto di beni e servizi di base, la carta Reddito di Cittadinanza consente di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore a 100 euro per i nuclei familiari composti da un singolo individuo ed effettuare un bonifico mensile in favore del locatore indicato nel contratto di locazione o dell’intermediario che ha concesso il mutuo.

È vietato l’utilizzo del beneficio per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità. Ai beneficiari della Carta sono estese le agevolazioni relative alle tariffe elettriche e quelle riguardanti la compensazione per la fornitura di gas naturale riconosciute alle famiglie economicamente svantaggiate.

Attenzione però: il beneficio deve essere fruito entro il mese successivo a quello di erogazione. L’importo non speso o non prelevato viene sottratto nella mensilità successiva, nei limiti del 20% del beneficio erogato.

Come si perde il diritto al reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza assegnato decade quando uno dei componenti del nucleo familiare che lo ha ottenuto:


  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;

  • non sottoscrive il Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale;

  • non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;

  • non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;

  • non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;

  • non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni mendaci producendo un beneficio economico del Reddito di cittadinanza maggiore;

  • non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;

  • venga trovato, nel corso delle attività ispettive svolte dalle competenti autorità, intento a svolgere attività di lavoro dipendente, ovvero attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

Non solo. Chiunque presenti dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere oppure ometta informazioni dovute è punito con la reclusione da due a sei anni. È prevista, invece, la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si ometta la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In entrambi i casi, è prevista la decadenza dal beneficio con efficacia retroattiva e la restituzione di quanto indebitamente percepito.

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