Reddito di cittadinanza: come ottenere la card e dove è possibile usarla

Il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha presentato ufficialmente il sito del reddito di cittadinanza e svelato la carta di pagamento elettronica, erogata da Poste Italiane, che sarà utilizzata per versare le somme ai cittadini che avranno diritto a beneficiare della misura approvata dal governo di Giuseppe Conte con l'ultima legge di bilancio.

La tessera, chiamata Carta Reddito di cittadinanza, rappresenterà l'unico modo con cui il governo erogherà i fondi ai cittadini e alle famiglie che ne avranno diritto. Sarà simile in tutto e per tutto alla carta ricaricabile di Poste Italiane, la famosa PostePay - sfondo giallo, numeri in rilievo, logo delle Poste e nessun nome del titolare stampato sopra - così da tutelare anche la dignità di chi dovrà usarla: sembrerà a tutti gli effetti di star usando una PostePay, non una tessera facilmente riconoscibile che rivela la condizione economica del titolare.

La carta non avrà alcun costo e potrà essere ritirata direttamente negli uffici postali da chi si vedrà riconoscere il reddito di cittadinanza. Una volta ritirata e attivata, la carta permetterà di effettuare acquisti di beni e servizi di base esattamente come una carta ricaricabile e sarà anche abilitata a prelevare denaro contante, anche se con qualche limite: i nuclei familiari composti da singoli individui potranno ritirare fino a 100 euro ogni mese, mentre la cifra massima sarà più alta a seconda del numero di componenti del nucleo familiare.

Sono previsti dei limiti anche per effettuare bonifici. Chi è in affitto o sta pagando un mutuo avrà la possibilità di fare un solo bonifico al mese ad un destinatario stabilito: il locatore nel caso di abitazione in affitto o l'intermediario che ha concesso il mutuo negli altri casi.

Le somme saranno erogate di mese in mese e tutto l'importo non speso nel mese corrente sarà sottratto nella mensilità successiva "nei limiti del 20% del beneficio erogato". Non sarà quindi possibile lasciar accumulare le somme versate, anche perché se si tratta di un supporto per chi si trova in condizioni di necessità appare poco probabile che qualcuno riesca a non spenderlo nella sua interezza.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali non ha ancora rese note le modalità con cui eseguirà il monitoraggio costante dell'utilizzo della carta e come si regolerà con le eventuali decurtazioni, ma è già in via di definizione un decreto ministeriale che chiarirà ogni dubbio in materia.

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