Europee, Pizzarotti: "Il manifesto di Calenda? Non basta un nemico comune per trovare radici comuni"

Il nemico comune sarebbero i sovranisti e populisti.

Federico Pizzarotti

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti è stato stamane ospite di Studio24 su Rainews 24 anche come rappresentante del movimento Italia in Comune, di cui è fondatore e che coinvolge altri sindaci italiani, movimento che si presenterà alle elezioni europee e che ha già degli accordi con altre forze, come i verdi. Pizzarotti ha anche firmato il manifesto Siamo Europei di Carlo Calenda, ma da qui ad arrivare a una candidatura insieme il passo è molto lungo. Pizzarotti infatti oggi ha spiegato:

"Con Carlo Calendo abbiamo interagito e ci siamo confrontati diverse volte, è una persona che stimo. Per ora l'unico punto limitante è che non basta avere un nemico come per trovare radici comuni. È vero che dall'altra parte ci sono i populisti, i sovranisti, che evocano addirittura la lira. Ma non basta. Per esempio noi abbiamo come tema fondamentale anche l'ambiente, una rivoluzione sostenibile ed ecologica, che non vuol dire essere contro le grandi opere. Questa base per stare insieme non l'abbiamo vista"

A Pizzarotti è stato anche chiesto che cosa ne pensa sull'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per il caso Diciotti, ricordando che "ai suoi tempi", cioè quando ancora faceva parte del MoVimento 5 Stelle, non si sarebbe nemmeno discusso, si sarebbe votato certamente "sì" all'autorizzazione. Il sindaco di Parma ha detto:

"Questo è il cambiamento del partito di Di Maio. Chiamarlo MoVimento 5 Stelle non rende giustizia all'idea iniziale. Abbiamo visto anche come procede con le nomine. Ci sono tante anime nel movimento, ma tante persone portate nel movimento da Di Maio ci tengono di più alle poltrone e al potere. Le parole di Fico non pesano perché è evidente che è stato messo come Presidente della Camera per non sminuirlo da una parte, ma anche per metterlo da parte, senza ruoli di governo. Servirebbe invocare una votazione interne nello stile M5S della scorsa legislatura, magari in diretta streaming, che prima era una cosa normale nel movimento e ora non si fa più"

A Pizzarotti è stata chiesta un'opinione su Emmanuel Macron, Presidente della Francia, sul quale ha detto che non era "un grande fan di Macron quando c'è stata la sua ascesa" e che è "rimasto attendista" perché non crede "mai nell'uomo solo al comando". Sui Gilet Gialli ha detto che ci sono profonde differenze con il MoVimento 5 Stelle, perché il M5S ha istituzionalizzato una protesta, è servito per catalizzare energie che potevano essere negative, mentre i Gilet Gialli per ora sono solo manifestanti.

Sul reddito di cittadinanza, Pizzarotti ha detto che solo "l'anno prossimo potremo dare un giudizio sul reddito, quando vedremo i risultati, non ora solo perché Di Maio ha fatto vedere la schedina gialla", spiegando che bisogna capire chi genererà i posti di lavoro. In generale ha detto che così come è stato fatto non lo convince e che sarebbe stato meglio aiutare le aziende a produrre lavoro.

Per quanto riguarda la Tav e l'appoggio a Sergio Chiamparino, Pizzarotti ha detto:

"Io non sono un fan del sì o no tout court, la Tav è un problema complesso. Spesso si cade in discorsi da bar. Bisognerebbe fare delle discussioni su cosa è o non è la Tav e quello che va salvato è il discorso prospettico, quello del progresso, cioè se la Tav può darci un respiro europeo. Salvini cavalca il discorso del sì, smarcandosi dal M5S. Bisogna ragionare anche in termini ambientali e di utilità dell'opera. Io sono per andare avanti, ma modificando il progetto. L'analisi costi-benefici serve solo a trovare una motivazione per il no. Non si può buttare tutto, ma si deve andare avanti progredendo. Anche quando si è fatta l'alta velocità in Emilia-Romagna c'erano quelli che dicevano no, ma oggi non se ne può fare a meno assolutamente"

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