Regionali Abruzzo, l'analisi del voto e le reazioni tra i 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto un 1/3 dei voti rispetto alle elezioni politiche del 2018

Le elezioni regionali in Abruzzo rappresentano una disfatta clamorosa per il Movimento 5 Stelle. Chi dice il contrario sta mentendo sapendo di mentire. La candidata alla poltrona di Presidente, Sara Marcozzi, ha difeso il suo 20,2% (19,7% di lista) provando a sostenere che non si è trattato di una sconfitta perché il risultato di ieri avrebbe "confermato quello di 5 anni fa". In realtà non è proprio così. Alle regionali del 2014 il Movimento 5 Stelle proponeva sempre la Marcozzi come Presidente e ottenne il 21,41% dei voti. Il risultato in percentuale è dunque simile, ma il Movimento 5 Stelle ottenne 148.035 voti contro i 118.287 di ieri.

Ben 30mila voti in meno per un movimento politico che non ha avuto l'onere di governare, in una regione che ha bocciato nettamente il presidente e la giunta uscente di centrosinistra, sono la dimostrazione plastica del fallimento. È evidente che il Movimento 5 Stelle non è riuscito a far suo il malessere dell'elettorato, come invece ha fatto in occasione delle politiche del 2018.

Nelle elezioni del 4 marzo, infatti, il Movimento 5 Stelle ha fatto il pieno di voti - 303.006 - in Abruzzo, fermandosi al 39,86%. In quel caso l'affluenza fu del 75,25%, ben superiore al 53,1% di ieri. Il centrodestra nelle politiche ottenne invece 270.169 voti e, nonostante la bassa affluenza, in questo caso è arrivato a sfiorare quota 300mila. Il centrosinistra, invece, ottenne 133.849 voti tra Pd e liste collegate e ieri è riuscito ad arrivare a quota 195.394 (considerando anche LeU, che questa volta era in coalizione).

L'unico movimento politico che ha perso nettamente consenso è proprio il Movimento 5 Stelle. I suoi elettori del marzo scorso si sono spostati sul centrodestra, in particolare sulla Lega, passata dalle 105.449 preferenze delle politiche alle 165.008 di ieri. Ovviamente c'è anche stato uno spostamento (o ritorno?) verso le liste di centrosinistra, ma sicuramente è chiaro che una buona parte dei 300mila elettori del marzo scorso ha preferito disertare le urne dopo aver osservato il Movimento 5 Stelle al governo del Paese negli ultimi 8 mesi.

È oltremodo chiaro che l'alleanza di Governo con la Lega non sta facendo bene al Movimento 5 Stelle, che ha "rubato" voti ad entrambi i poli quando è comparso sulla scena politica; gli ex elettori di destra sembrano aver trovato in Salvini un punto di riferimento e gli elettori di sinistra non riescono più a riconoscersi in un Movimento 5 Stelle appiattito sulle posizioni della Lega, preferendo tornare a votare per liste collegate al centrosinistra o, in alternativa, restare a casa. Si tratta di un risultato che conferma l'ovvio: destra e sinistra esistono ancora.

Questo risultato elettorale sembra proprio dar ragione ai cosiddetti dissidenti del Movimento 5 Stelle, che hanno fatto molta fatica a votare i provvedimenti targati Lega. L'analisi della Senatrice Elena Fattori è molto chiara: "Purtroppo tradire la propria identità non paga. Spero fortemente che ci sia uno scatto di orgoglio da parte del mondo 5 Stelle prima delle europee per non lasciare che abbiano la meglio le peggiori destre sovraniste. La sovranità che proponeva il Movimento era un approccio diverso. Sicuramente occorre un ripensamento delle modalità usate sin qui che hanno avuto un effetto devastante sulla natura profonda e sulla fiducia nel Movimento. Purtroppo chi lo aveva capito sin dall'inizio non solo non è stato ascoltato ma emarginato nelle azioni politiche reali. Non è ancora troppo tardi ma rischia di essere tardi molto presto".

Anche la Senatrice Paola Nugnes non ha fatto sconti ai leader del suo Movimento: "Se si voleva, in qualche modo, 'usare' Di Battista per aumentare i consensi, mitigare le perdite, ri-bilanciare le posizioni, se ne è fatto un uso pessimo. Non credibile da nessun punto di vista. O si è sottovalutata la gente o si è sovrastimata la capacità comunicativa di un messaggio privo di contenuto. Si è dato solo materiale a trasmissioni come quella di 'Propaganda live' che con leggerezza ci hanno anche saputo far sorridere".

Sia la Fattori che la Nugnes hanno un provvedimento disciplinare ancora pendente e rischiano seriamente l'espulsione. Attraverso Facebook ha parlato però anche Gregorio De Falco, già espulso dai probiviri, che ha ribadito il suo punto di vista sul Movimento: "I risultati elettorali in Abruzzo sono chiari ed inequivocabili. Il Movimento, da una parte, sembra avere dimenticato la propria funzione moralizzatrice, mentre dall'altra i fini di giustizia civile e sociale. A questo punto, la sconfitta dovrebbe essere un'occasione per fermare la deriva e riflettere con serietà".

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