Mattarella concede la grazia a due anziani che uccisero le mogli malate di Alzheimer

Mattarella in Georgia

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso ieri la grazia a tre persone condannate per omicidio, tre anziani in condizioni di salute precarie detenuti in carcere per aver ucciso altrettanti membri delle proprie famiglie perché in preda alla disperazione.

A ricevere la grazie è stato l'88enne Giancarlo Vergelli, che stava scontando una condanna a 7 anni e 6 mesi di carcere per l'omicidio della moglie malata di Alzheimer, sua coetanea. L'uomo aveva strangolato la consorte con una sciarpa e si andò a costituire subito dopo, spiegando alla polizia di averlo fatto perchè le condizioni di salute della donna stavano drasticamente peggiorando.

Una vicenda simile a quella di Vitangelo Bini, 89 anni, anche lui graziato da Mattarella. L'ex vigile urbano, condannato in via definitiva a 6 anni e 6 mesi di carcere, nel dicembre 2007 sparò alla moglie malata di Alzheimer mentre era ricoverata al vecchio ospedale di Prato.

La terza persona che ha ricevuto la grazie dal Presidente della Repubblica è il 79enne Franco Dri, originario di Fiume Veneto. L'uomo, nel 2015, uccise il figlio tossicodipendente al termine di una violenta lite e si costituì subito dopo.

Ora i tre uomini sono tornati liberi. Il Quirinale ha fatto sapere che "nel valutare le domande di grazia, in ordine alle quali il Ministro della Giustizia a conclusione della prevista istruttoria ha formulato avviso non ostativo, il Presidente della Repubblica ha tenuto conto dell’età avanzata dei condannati e delle precarie condizioni di salute dei medesimi, dei pareri favorevoli espressi dalle autorità giudiziarie nonché delle eccezionali circostanze in cui sono maturati i delitti, evidenziate nelle sentenze di condanna".

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