Regionali Lombardia: Formigoni molla Albertini e torna con Berlusconi?

Roberto Formigoni
Aveva lanciato la candidatura di Gabriele Albertini al Pirellone, era entrato in rotta di collisione con Berlusconi sulla possibilità di un'alleanza con la Lega Nord, aveva anche pensato di presentare una propria lista al Senato, strizzando l'occhio a Monti. Ora però, dopo l'accordo tra Pdl e Carroccio per Maroni candidato unico, sembra praticamente certo che Roberto Formigoni sarà candidato del Pdl proprio al Senato, e che pertanto lascerà al suo destino l'ex sindaco di Milano, che però incassa l'appoggio del premier.

Dopo le invettive contro la Lega, rea tra l'altro di aver fatto cadere la sua amministrazione regionale, e l'appoggio incondizionato ad Albertini, qualcosa è cambiato per Formigoni (su 02blog potete vedere una esemplificativa cronistoria dei suoi tweet al riguardo). E anche se ufficialmente non ha detto nulla, con l'ultimo messaggio su Twitter mette le mani avanti.




D'altronde Formigoni, dopo aver quasi rotto i ponti con il Cavaliere, era presente alla riunione del Pdl sulla formazione delle liste elettorali e sembra aver spuntato un cospicuo bottino: un posto sicuro al Senato per sé e dei posti in lista per molti dei suoi fedelissimi. Il commento di Gabriele Albertini lascia poco spazio all'immaginazione:

Formigoni ancora non parla e lascerò lui spiegare la coerenza dei suoi comportamenti di questi mesi, se dovesse abbandonare il progetto che insieme abbiamo costruito. Andremo avanti indipendentemente da lui.

E pare che davvero Albertini andrà avanti nonostante le pressioni del centrodestra affinché si ritiri e le speranze di vincere siano ridotte al lumicino. È di pochi minuti fa questa dichiarazione:

Posso dare a tutti la tranquilla certezza che non solo sarò in gara, ma che fermeremo i barbari sognanti leghisti. Siamo come la decima legione. Lo faremo per il bene della nostra Regione, ma anche per il bene dell'Italia: dall'estero guardano con preoccupazione questa deriva populista che nasce dal patto Lega-Pdl

Dietro la decisione di restare in gara ci sarebbe la certezza di avere un posto sicuro al Senato con la lista Monti. Sarebbe stato lo stesso premier ad assicurargli la seconda posizione nel listino, alle spalle di Pietro Ichino: un paracadute, insomma. Con questa mossa il polo centrista vorrebbe fare da ago della bilancia in Lombardia sia alle Regionali (favorendo la vittoria di Umberto Ambrosoli, un altro che si rif° esplicitamente all'Agenda Monti), sia soprattutto al Senato. Come ha detto su Twitter il politologo Roberto D'Alimonte, Monti per essere decisivo deve sperare che Berlusconi vinca nelle regioni in bilico. E mettere un nome di peso come Albertini in lista al Senato renderebbe difficile la vita al PD e spianerebbe la strada all'asse Pdl-Lega. Con una maggioranza debole a Palazzo Madama, l'appoggio di Monti sarebbe indispensabile.

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