M5S, un deputato dopo il voto sul caso Diciotti: "È stato un suicidio politico"

reddito di cittadinanza sarà la metà Luigi Di Maio su trivelle e fonti rinnovabili

All'indomani del voto degli elettori del Movimento 5 Stelle sull'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini e poche ore dopo il voto dei componenti della giunta per le immunità del Senato - 16 contrari al processo, solo 6 a favore - all'interno di M5S si sarebbe creata una sorta di spaccatura, tra quelli vicini al leader Luigi Di Maio ben lieti del risultato del voto online e quelli, più fedeli alla linea del passato, che vedono nell'indicazione data dai lettori una sorta di tradimento di un altro principio storico del MoVimento.

Un deputato pentastellato, che ha preferito rimanere anonimo - l'espulsione è sempre dietro l'angolo, il caso De Falco insegna - ha confessato all’Adnkronos che quanto accaduto è stato a tutti gli effetti un suicidio politico:

Ha ragione Travaglio, è stato un suicidio politico. Un voto dirimente per il destino del Movimento. Abbiamo consentito a Salvini di essere il protagonista della nostra piattaforma per un giorno. Lui non ha dovuto fare niente, il suo nome è stato per 24 ore sulla bocca di tutti. [...] Tanti attivisti in queste ore ci scrivono perché vogliono riprendersi il Movimento. Ci dicono 'come possiamo fare? Non resta che cancellarci da Rousseau per dare un segnale'.

Questo probabilmente non accadrà nel prossimo futuro, visto l'amore di Di Maio ha sempre espresso per la piattaforma Rousseau, proposta anche ai gilet gialli in Francia poche settimane fa, ma nelle riflessioni che Di Maio aveva messo in cantiere dopo i risultati delle elezioni in Abruzzo forse bisognerà tenere in considerazione anche il malcontento sempre più diffuso tra gli stessi deputati e senatori M5S.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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