Calenda fa un'offerta a Di Maio: "Gestisco io le crisi aziendali per te, gratuitamente e in totale riservatezza"

"A queste crisi ci tengo davvero tanto, le avevo seguite per tanto tempo".

Carlo Calenda proposta a Luigi Di Maio

Carlo Calenda ha fatto ieri una proposta al ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, offrendosi di seguire gratuitamente alcune crisi aziendali di cui si è occupato quando era lui il titolare del MISE e per poterlo fare sarebbe anche disposto a firmare un accordo di riservatezza, in modo da non rivelare a nessuno il lavoro che farebbe e dunque non si prenderebbe meriti e non userebbe questa "operazione" in campagna elettorale. Nel suo videomessaggio a Di Maio via Twitter ha detto che la sua offerta è "sincera" e che ci tiene molto perché ha seguito le crisi per molto tempo e vorrebbe concludere il suo lavoro. Ha sottolineato che lo vuole aiutare perché capisce che Di Maio non ha il tempo per fare tutto e che dedicherebbe a questo suo lavoro gratuito il 30% del suo tempo.

In una risposta a un suo follower Calenda ha detto:

"Ho tentato di contattare Di Maio molte volte. Sta volutamente non seguendo le crisi aziendali di cui mi ero occupato. L’offerta è sincera. Ma deve essere pubblica. Di Maio si deve assumere la responsabilità di seguire le crisi in prima persona o di accettare la mia offerta"

E in un'altra risposta ancora ha sottolineato:

"È una proposta molto seria. E siccome capisco che per Di Maio è politicamente difficile, molto seriamente sono pronto a firmare un accordo di riservatezza blindato in modo che nulla emerga del mio eventuale lavoro"

Questa mattina Calenda è stato ospite a Studio24 su Rainews24 e ha ricordato che lui ha fatto proposte concrete al governo attuale, ma, dice, "sono sordi e sono sempre in campagna elettorale". La sua posizione è molto critica nei confronti dell'operato dell'esecutivo gialloverde:

"Sono fermi tutti gli investimenti privati perché c'è un clima di sfiducia. Stiamo entrando in recessione e il governo non sta facendo nulla per impedirlo"

Calenda stamane ha parlato anche dell'autonomia regionale, dicendo:

"Io penso che sia buona l'autonomia proposta dall'Emilia Romagna, più leggera rispetto a quella di Veneto e Lombardia"

Invece, per quanto riguarda le elezioni Europee e il rapporto tra i suo manifesto Siamo Europei e il PD ha detto:

"Ormai siamo vicini alle 200mila iscrizioni di militanti. Poi che il PD sia presente con il suo simbolo o meno è irrilevante"

E su una sua candidatura ha aggiunto:

"Io sono pronto a presentarmi, se si fa una cosa bella, di qualità, con persone in gamba, io ci sono. Se invece si fa una cosa raffazzonata, solo per fare da paravento al PD, io non ci sono"

Per quanto riguarda i rapporti con Federico Pizzarotti, che con il suo movimento Italia in Comune si è già legato ai Verdi, Calenda ha detto:

"I Verdi italiani sono molto diversi dai Verdi europei, sono contrari alla Tav, al gas, a tutti quelli che sono gli investimenti produttivi. Sono Verdi del no, penso che Pizzarotti centri poco con loro"

Quando gli è stato fatto notare che forse dice un po' troppi no (per esempio anche a Liberi e Uguali), Calenda ha detto:

"Io non ho detto no a nessuno. Può far parte di questo raggruppamento chi condivide i punti programmatici del manifesto e non vuole alleanze con Lega e M5S"

Per quanto concerne il gruppo europeo in cui andrebbe a confluire Siamo Europei, Calenda ha spiegato:

"Io penso che in Europa si andranno ristrutturando i gruppi. Chi viene eletto con Siamo Europei può scegliere di andare con PPE o PSE"

Carlo Calenda e le critiche al PD

All'ex ministro dello Sviluppo Economico è stato chiesto anche perché il manifesto non è diventato una mozione congressuale del PD e lui ha risposto:

"Perché il PD non basta. Ha perso un pezzo enorme di rappresentanza del Paese. Va fatto un lavoro molto più vasto. Io sono felice che il PD abbia aderito, ma questa è un'operazione che va molto oltre il PD, altrimenti è un fallimento"

Calenda ha fatto anche autocritica:

"C'è stato un peccato di arroganza nell'ultima legislatura: quando i numeri hanno cominciato a migliorare abbiamo dato la sensazione di ritenere risolti i problemi degli italiani e invece non è così. La crisi per noi è stata devastante, ha distrutto tre quarti dell'industria"

Sulla necessità di una manovra bis, Calenda ha detto:

"Certo che sì. L'Italia chiuderà l'anno a -0,5 circa, poi dovrà disattivare le clausole di salvaguardia. La prossima manovra dovrà partire da meno 40 miliardi, sarà una roba mostruosa. Con la prossima legge di bilancio rischiamo di deragliare"

Calenda ha già detto che alle primarie del PD farà da scrutatore e non voterà e ha spiegato perché:

"Tutti e tre i candidati hanno aderito al manifesto. Non posso scegliere uno piuttosto che un altro"

Poi sulle solite liti interne al partito ha commentato:

"Il tono del dibattito nel PD mi sembra da asilo nido, non lo sopporto. Penso che ora abbiamo un unico obiettivo, fare il bene dell'Italia. Non mi interessano le polemiche ridicole e gli sfoghi"

Gli è ovviamente stata fatta una domanda anche sulla situazione di Matteo Renzi dopo l'arresto dei suoi genitori:

"Io gli ho manifestato la mia solidarietà. Però non possiamo andare avanti con il discorso pro Renzi, anti Renzi. Mi sono rotto le scatole"

E gli è stato fatto notare che alcune battute di Renzi sono sembrate un attacco alla magistratura. A Calenda è stato chiesto cosa ne pensa:

"Non mi piace questo tono, però è anche vero che tutti gli osservatori esterni lo giudicano un procedimento estremo. Ma io direi che adesso è ora di andare avanti, anche perché il procedimento non riguarda Renzi, ma i suoi genitori"

Calenda ha anche posto l'accento sulla necessità di uscire da questi beghe interne, perché c'è il rischio di perdere ancora una marea di elettori.

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