Elezioni Sardegna, Nugnes: "Leadership Di Maio va ridiscussa"

La senatrice "ribelle" del Movimento 5 Stelle accusa Di Maio

Dopo il flop nelle regionali abruzzesi di due settimane fa, per il Movimento 5 Stelle sta per materializzarsi anche la clamorosa sconfitta nelle elezioni sarde. Quando sono state scrutinate 340 sezioni su 1840, il candidato Presidente del Movimento, Francesco Desogus, può vantare appena l'11,2% dei voti. Per quanto i vertici del Movimento 5 Stelle si ostinino a ripetere come un mantra che non "si possono paragonare elezioni politiche e amministrative", la disfatta è netta e inappellabile.

È chiaro che, in termini assoluti, il paragone è improprio, ma è altrettanto chiaro che i dati andrebbero analizzati con almeno un pizzico di onestà intellettuale. Il Movimento 5 Stelle nelle politiche del marzo 2018 ottenne il 42,5% delle preferenze. Al momento sta perdendo oltre 30 punti. Uno scarto decisamente troppo grande per riuscire a nascondere la realtà: il Movimento 5 Stelle sta subendo un calo del consenso. Forse gli elettori del 4 marzo si aspettavano di più dai "portavoce" e/o forse ad influire è stata l'alleanza con la Lega di Salvini, che si è preso la scena nella compagine di Governo e sta riportando verso il centrodestra un buon numero di vecchi elettori che avevano trovato temporaneamente rifugio nel Movimento 5 Stelle.

Lo stesso discorso vale per moltissimi elettori originariamente di sinistra, che proprio non si sentono a loro agio in compagnia dell'alleato leghista. La débâcle sarda è diventato un ottimo argomento per i "ribelli" del Movimento 5 Stelle, come ad esempio la Senatrice Paola Nugnes che ha subito assegnato le responsabilità ai vertici: "La leadership di Luigi Di Maio certamente va rimessa in discussione. Non credo che una riorganizzazione calata dall'alto sia la soluzione. Ci vuole una riflessione collettiva che porti ad una discussione profonda con proposte da valutare tutti insieme".

Quando la Nugnes parla di "riorganizzazione calata dall'alto" fa riferimento alla possibile apertura alle alleanze con liste civiche in occasione delle elezioni amministrative. L'idea, di per sé, non è sbagliata, ma il punto focale della questione non è questo secondo quei "portavoce" che non riescono più a riconoscersi nel loro stesso partito.

Luigi Di Maio, intanto, annuncia novità all'orizzonte: "Andremo avanti con la riorganizzazione e tra domani e dopodomani ci saranno novità importanti per il Movimento. Questa riorganizzazione non è una cosa per il M5s: servirà agli italiani perche noi siamo al governo ed abbiamo decine di istanze che arrivano dal territorio nazionale. La riorganizzazione ci aiuterà ad essere più capillare a rispondere alle esigenze dei cittadini. Bisognerà iniziare in maniera sperimentale. La cosa importante è che se ne discuta prima di tutto con i nostri iscritti"

Per Di Maio, ovviamente, non esiste un problema di leadership: "È inutile che si confronti il dato delle amministrative con le politiche: noi a livello amministrativo abbiamo sempre avuto risultati diversi da quello nazionale ed anche il questo caso la Sardegna non fa eccezione. Se si guarda agli altri partiti il M5s è in linea con tutte le altre forze politiche".

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