Di Maio: "Il M5S si deve riorganizzare. Io resto capo politico per altri quattro anni"

Il capo politico ha parlato anche del vincolo dei due mandati e delle alleanze con liste civiche.

Luigi Di Maio sul futuro del M5S

Luigi Di Maio oggi ha tenuto una conferenza stampa per parlare del futuro del MoVimento 5 Stelle, partendo dai risultati delle ultime amministrative, quelle in Sardegna. Il capo politico dei pentastellati ha prima di tutto ribadito che non si arrende "all'idea che si possa paragonare il risultato di elezioni politiche e amministrative" e ha ricordato che "ogni volta che ci sono elezioni amministrative si canta la morte del M5S. E invece è vivo e vegeto ed è più forte di prima", poi ha spiegato:

"Il 4 marzo, quando abbiamo raggiunto il 42% in Sardegna avevamo un candidato Premier conosciuto, che ero io, abbiamo creato 370 collegi uninominali, abbiamo creato una squadra di governo fatta di persone esterne al M5S. Il giorno che l'abbiamo presentata neanche c'erano le bandiere del M5S"

Di Maio è entrato poi nel tema principale della giornata, ossia la riorganizzazione del M5S:

"Penso che per riuscire a essere forti anche alle amministrative dobbiamo organizzarci. Serve perché abbiamo da tutto il territorio nazionale richieste di aiuto da parte dei cittadini: ospedali, tribunali, imprese, emergenze ambientali, occupazionali, industriali. Abbiamo tanta gente che ci chiede aiuto. È impossibile recepire tutto da tutti i territori. Serve un'organizzazione che ci consenta di filtrare tutte queste richieste. Serve qualcuno che faccia da collante tra tante istanze, che sono diverse e con problemi enormi in tutta Italia"

In seguito, sul tema dell'organizzazione del M5S, Di Maio ha detto:

"A livello nazionale ci sono delle figure esperte che possono coordinare e lo stesso vale a livello regionale e comunale. Per esempio è necessario per coinvolgere le persone nuove che si uniscono al M5S. L'anima del Movimento resta la stessa, solo che il Movimento al governo cresce, diventa ancora più adulto e ha bisogno di innovarsi"

E ancora:

"Le prossime settimane saranno importanti non per il MoVimento, ma per gli italiani. Dobbiamo organizzare il Movimento per servire i cittadini e ora abbiamo un'esperienza di anni. Parlando di dialogo con le liste civiche, di organizzazione e di mondi con cui dobbiamo dialogare, dobbiamo migliorarci e così potremo creare anche la generazione di amministratori locali del M5S. Ma non mi si può dire che si pretende un mega-risultato alle amministrative come è stato alle politiche quando alle politiche usiamo ancora un metodo base. Ci sono tante questione che oggi vengono poste e che io devo smentire. Con Grillo non c'è nessun diverbio, nessun tipo di tensione. Lo sento sempre, anche cinque minuti fa. Il governo va avanti per cinque anni, ci sono ancora quattro anni davanti di governo ed è in questi quattro anni che si misurerà la differenza tra parole e fatti"

Poi ha criticato il modo in cui le sconfitte del M5S alle amministrative vengono raccontate da avversari e media:

"In questo racconto che si fa ogni giorno c'è anche il solito denigrare il M5S, io non ho nessuna intenzione di continuare ad avallare questo continuo denigrarci facendoci passare per quelli che non hanno competenza, che non sono in grado. Essere stato steward, cameriere o ministro per me è un orgoglio, ognuno ha rappresentato per me un'occasione di apprendimento e di crescita. Sono sicuro che il governo andrà avanti con molta tranquillità e che di elezione amministrativa in elezione amministrativa siamo sempre più forti"

Il M5S e le alleanze con le liste civiche

Tornando sulle ultime elezioni in Sardegna e mettendo in evidenza come Lega o PD non abbiano preso tanto di più del M5S e che in realtà molti voti siano andati alle liste civiche, Di Maio ha detto:

"Tutti pensano che si vogliano fare delle liste civiche per vincere. Non dobbiamo pensare a liste civiche che ci fabbrichiamo noi, perché è quello che è successo finora. [...] Noi nei prossimi mesi possiamo lavorare a un dialogo con vere liste civiche, ma con calma, in via sperimentale"

E più tardi, rispondendo a un giornalista, su questo tema ha aggiunto:

"Sulle liste civiche comincerei con delle sperimentazioni. Possono significare tutto e niente. Ci sono quelle create poco prima delle elezioni e non ci interessano, invece ci sono dei gruppi civici con i quali si potrebbe collaborare. Ma questo è un progetto che ha bisogno di discussione, lavoro interno, non abbiamo fretta. Il tema è il MoVimento nel futuro, nei prossimi anni di governo, non nelle prossime elezioni amministrative"

Poi ha detto che è necessario coinvolgere di più gli attivisti su Rousseau, anche su come usare i milioni di euro che i parlamentari 5 Stelle si tagliano. E ovviamente ha spiegato che saranno coinvolti anche sulla questione dell'apertura alle liste civiche, per ora sarà aperta un'area di ascolto per stabilire i temi da affrontare e come affrontarli, poi ci saranno delle votazioni vere e proprie.

Dichiarazioni di Luigi Di Maio sul vincolo dei due mandati

E gli iscritti a Rousseau saranno molto probabilmente chiamati a intervenire anche sul vincolo dei due mandati. Di Maio ne ha parlato a proposito dei consiglieri comunali, dicendo:

"L'organizzazione del M5S non giova solo al M5S, ma a tutti gli italiani. Deve esistere un'organizzazione a livello regionale e nazionale. Poi c'è un altro tema che è quello dei consiglieri comunali: non si può pensare che essere un consigliere sia un privilegio oggi e allora possiamo discutere nuove regole che li riguarda. Per esempio che il secondo mandato non valga come secondo mandato, ma che con la loro esperienza possano candidarsi a livello regionale o in Parlamento o all'Europarlamento"

Poi a una domanda di un giornalista sui sindaci ha risposto:

"Sull'area di ascolto di Rousseau comincerà la discussione anche sulla possibilità di più di due mandati per i sindaci"

E ha detto anche per ora non sta pensando al suo terzo mandato in Parlamento, ma a realizzare il contratto di governo. E quando gli hanno chiesto che, poiché alcuni pentastellati si lamentano del fatto che lui abbia troppo potere e troppi incarichi, se sta pensando di redistribuire questo potere e questi incarichi, Di Maio ha detto:

"Il ruolo del capo politico si ridiscute tra quattro anni e fino ad allora quello sarà l'incarico che mi ha dato il M5S, poi è chiaro ed evidente che dobbiamo organizzarci meglio. Ricordiamo che le altre forze politiche hanno alle spalle 20-30 anni di esperienza"

A Di Maio è stato chiesto anche se le senatrici Nugnes e Fattori dovessero votare a favore dell'autorizzazione a procedere contro Salvini saranno espulse dal partito? Lui ha risposto:

"Il parere degli iscritti va rispettato. Anche io a volte ho dovuto rispettare il loro voto anche se non lo condividevo. Gianroberto ci ha lasciato il più grande tesoro che ci potesse lasciare, una piattaforma che ci permette di decidere in tempi certi. È giusto che in una forza politica si dibatta, ma quando si decide, si decide"

La domanda gli è stata fatta di nuovo, perché non ha risposto direttamente, ma lui ha detto solo:

"Io mi auguro che tutti rispettino il voto degli iscritti"

Il M5S e gli obiettivi alle elezioni Europee

A Di Maio è stato chiesto se le elezioni Europee saranno da considerare, per l'analisi successiva al voto, più come le amministrative o più come le politiche e lui ha risposto:

"Le elezioni Europee sono elezioni Europee e il nostro obiettivo è di non far raggiungere il 51% al PSE e PPE, i vecchi gruppi di cui fanno parte PD e Forza Italia. Noi da qui abbiamo elezioni in Basilicata, quelle in Sicilia e le Europee e sono appuntamenti che noi affronteremo con il massimo della serietà"

Poi ha aggiunto:

"In Europa vogliamo contrastare le politiche di austerity che ci hanno impedito di fare tutto quello che volevamo fare nella legge di bilancio, prima di tutto abbassare le tasse agli imprenditori, che vogliamo fare con la prossima legge di bilancio. Cambiamo l'Europa per aiutare l'Italia, le nostre imprese"

Ricordiamo che il M5S si presenterà con un nuovo gruppo che è ancora "in costruzione".

Il M5S e il governo

A Di Maio è stato chiesto se la posizione del ministro Giovanni Tria è solida, dopo le dichiarazioni relative al Tav, che è ancora bloccato, e lui ha risposto:

"Non stiamo parlando assolutamente di mettere in discussione la posizione di un ministro. Sul Tav, finché non avremo raggiunto una posizione di governo, evitiamo di parlarne di continuo. Ogni ministro esprime la sua opinione, ma c'è un contratto di governo che come capo politico di governo devo far rispettare e che è stato approvato dal 94% dei nostri iscritti"

Poi ha aggiunto:

"Non credo che la stabilità del governo sia legata a un dossier specifico. Noi dobbiamo lavorare per realizzare il contratto di governo, ma in cinque anni, quindi ce ne sono altri quattro"

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza e le politiche attive del lavoro, Di Maio ha spiegato:

"Da fine aprile-inizio maggio parte l'erogazione del reddito di cittadinanza. Nei primi mesi i navigator sopperiranno alle carenze dei centri per l'impiego, perché a livello regionale ci può volere anche un anno per fare un concorso. [...] I navigator li assumiamo a Roma con una selezione veloce, poi le regioni avranno i soldi per fare le assunzioni anche di queste persone"

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